Trump celebra l’11 settembre e collega la memoria al conflitto con l’Iran

Trump celebra l’11 settembre e collega la memoria al conflitto con l’Iran, sottolineando la determinazione americana.

Presidente Trump celebra l’11 settembre e collega la memoria al conflitto con l’Iran, durante una cerimonia al Pentagono
Presidente Trump celebra l’11 settembre e collega la memoria al conflitto con l’Iran, durante una cerimonia al Pentagono

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha celebrato il 25° anniversario degli attentati dell’11 settembre durante una cerimonia al Pentagono, collegando la memoria di quel drammatico giorno alla guerra in corso contro l’Iran. Il discorso, rivolto a famiglie delle vittime, vertici militari e membri dell’amministrazione, ha sottolineato l’impegno americano per impedire all’Iran di dotarsi di un’arma nucleare. Trump ha ricordato le quasi 3.000 persone uccise negli attacchi del 2001, tra cui quelle delle Torri Gemelle e del volo United Airlines 93, e ha collegato la memoria di quel giorno alla minaccia rappresentata oggi dalla Repubblica islamica. La risposta finale alle atrocità non si trova su un campo di battaglia straniero, ma nei cuori delle famiglie, ha detto il presidente.

La guerra con l’Iran e la memoria del 2001

Trump ha sottolineato come la guerra in corso contro l’Iran rappresenti una prosecuzione della lotta contro il terrorismo, un tema che ha segnato la vita degli Stati Uniti negli ultimi 25 anni. Il presidente ha ricordato le vittime del volo American Airlines 77, che si schiantò al Pentagono alle 9.37 del 11 settembre 2001, causando gravi danni e incendi. Il Dipartimento della Difesa ha confermato l’impatto dell’attentato sulla struttura. Trump ha anche ricordato la frase iconica di Todd Beamer, “Let’s roll”, diventata simbolo della resistenza americana. Il mondo non è mai tornato al modo in cui era prima dell’11 settembre, ha osservato il presidente, sottolineando il cambiamento profondo prodotto dagli attacchi.

La determinazione americana e il ruolo dei militari

Durante la cerimonia, Trump ha espresso il sostegno per i membri delle forze armate impegnati nel conflitto con l’Iran, ribadendo che l’obiettivo è impedire a Teheran di sviluppare un’arma nucleare. Il presidente ha ricordato come il Paese si sia raccolto attorno alle vittime e ai loro familiari, unendo il popolo in un senso di solidarietà e patriottismo. Il segretario alla Difesa, Pete Hegseth, ha sottolineato il ruolo dei soccorritori che quel giorno corsero verso il fuoco, mentre altri cercavano di allontanarsi dall’edificio. Hanno guardato la morte negli occhi e non hanno battuto ciglio, ha detto Hegseth, definendo l’11 settembre il giorno più buio ma sostenendo che il terrorismo non ebbe l’ultima parola.

La cerimonia ha visto anche l’intervento del generale Dan Caine, presidente degli Stati maggiori riuniti, che ha invitato gli americani a onorare la memoria delle vittime attraverso “atti disinteressati di compassione e di coraggio reciproco e verso i nostri concittadini americani”. Trump ha concluso il suo discorso tornando sul significato dell’anniversario, sottolineando che l’11 settembre ha mostrato la terribile potenza dell’odio, ma i 25 anni trascorsi da allora hanno dimostrato anche la capacità degli americani di resistere, andare avanti e prevalere. Oggi il nostro Paese è più forte che mai, ha affermato il presidente.