Un think tank senza forma giuridica, ma con un’anima radicale internazionale
Un think tank italiano radicato in una rete internazionale di estremisti, con legami con movimenti neofascisti e ambienti sovranisti.
Il Progetto Rinascita Italiana (Pri), un think tank nato tra New York e Roma, si prepara a un evento in programma il 13 novembre a Roma, che sembra essere un punto di incontro tra la destra radicale internazionale e i nazionalisti italiani, al governo e fuori. L’evento, intitolato “All Roads Lead to Rome”, vede la partecipazione di esponenti dell’estrema destra americana e europea, tra cui un’attivista graziata da Donald Trump per l’assalto a Capitol Hill, un leader dell’Ukip, un fondatore di un movimento portoghese che invoca la “remigrazione”, un’eurodeputata della Lega e alcuni influencer finiti in cronaca per il pestaggio di Venezia.
Un think tank senza forma giuridica, ma con un’anima politica chiara
Il Pri, nato da un’idea di Luca Di Giacomo, avvocato newyorkese e presidente del Metropolitan Republican Club, non ha una struttura formale definita: non è registrato come organizzazione no profit, non ha codice fiscale né identificativo fiscale. L’organigramma, pubblicato su Instagram, mostra un gruppo di persone conosciute da Di Giacomo per anni di attività politica. Tra i nomi più noti c’è Isabella DeLuca, ex ambasciatrice di Turning Point USA e influencer, che nel 2021 era a Capitol Hill e fu arrestata per aver entrato in un’area interdetta del Senato. Dopo essere stata incriminata in California nel marzo 2024, DeLuca è stata graziata da Trump. Di Giacomo ha spiegato che il suo coinvolgimento non è stato come descritto.
Legami con ambienti neofascisti e movimenti sovranisti
Il Pri include anche il francese Enzo Alias, fondatore del Patriots Network, rete internazionale legata al Rassemblement National e con un passato nella giovanile del partito di Marine Le Pen. L’organigramma include nomi legati alla politica italiana, tra cui Jacopo Gargano, esperto di relazioni con “Brics, Russia e Medio Oriente”, e Lorenzo Camilli, già vicino alla Lega e indicato come contribuente al partito di Roberto Vannacci. Tra i consulenti c’è anche Davide Quadri, dirigente della Lega varesina e collaboratore al Parlamento europeo. Il Pri non ha una ragione sociale né un codice fiscale, ma si presenta come un “centro studi e una rete internazionale”.
Le modalità di pagamento delle quote associative sollevano interrogativi: per le quote annuali, comprese tra 25 e 250 dollari, il sito propone un conto PayPal personale intestato a Di Giacomo, per “risparmiare sulle commissioni”. Di Giacomo ha spiegato che PayPal viene utilizzato poco, e che si preferisce Eventbrite per le transazioni, ma anche gli incassi di Eventbrite finiscono su un conto corrente. L’evento è accessibile solo a chi compra il biglietto, e la location non è comunicata in anticipo.
Un evento in cui si incontrano destra radicale e nazionalisti italiani
Il Pri non porta a Roma solo esponenti dell’estrema destra americana, ma anche di quella europea. Tra i partecipanti c’è Nick Tenconi, ex direttore operativo di Turning Point Uk, che ha guidato l’Ukip, un partito classificato come estremista da Hope not Hate. Con lui ci saranno il portoghese Afonso Gonçalves, fondatore di Reconquista, tra gli organizzatori del Remigration Summit e indagato in patria per sospetti crimini d’odio, e lo stratega social Joey Mannarino. L’eurodeputata leghista Susanna Ceccardi e Federico Ferrai, coordinatore della Lega Giovani di Roma, interverranno sul palco. Di Giacomo ha spiegato che il Pri non è legato a nessun partito, ma è un contenitore per la destra italiana, dentro e fuori dalle istituzioni.
Il Pri ha anche collaborazioni con ambienti neofascisti e influencer sovranisti. Tra i partecipanti c’è Massimiliano Zossolo, fondatore di Welcome to Favelas, e Ambrose Omo Irogho, “JollyTime”, l’influencer bolognese che nel settembre 2024 era a Venezia con un gruppo che ha aggredito attivisti di Avs e del centro sociale Morion. L’advisor per “civiltà e identità”, Lorenzo Caccialupi, è indicato come parte della rete con cui l’olandese Tom van den Heuvel, sospettato per i fatti di Venezia, ha girato video a Roma. Di Giacomo ha anticipato che alla prossima conferenza ci sarà “una lista di relatori politicamente più equilibrata”, ma per ora il Pri è un think tank senza forma giuridica, ma con un’anima politica ben definita.
