Tagli alla spesa in Regione del Veneto: l’AI potrebbe sostituire parte del personale

Regione Veneto valuta l’uso dell’intelligenza artificiale per ridurre spesa e personale.

Uffici regionali del Veneto valutano l'uso dell'intelligenza artificiale per ridurre spesa e personale
Uffici regionali del Veneto valutano l’uso dell’intelligenza artificiale per ridurre spesa e personale

La Regione del Veneto sta valutando l’uso dell’intelligenza artificiale per ridurre la spesa e il personale, con un focus su mansioni che potrebbero essere svolte da sistemi automatizzati. L’obiettivo è contenere i costi, ma non si parla di licenziamenti: i dipendenti non saranno sostituiti, ma solo quando andranno in pensione. L’amministrazione guidata dal leghista Alberto Stefani ha chiesto ai direttori di Area di individuare azioni di razionalizzazione organizzativa, tra cui l’uso dell’AI, per ridurre la spesa per il personale. La sperimentazione è già in corso su alcuni atti, con risultati promettenti.

Tagli alla spesa e razionalizzazione del personale

La volontà dell’amministrazione regionale è chiara: risparmiare, anche a scapito del personale. I dipendenti della Regione sono circa 2.700, ma il “sistema Regione”, che include enti strumentali come Arpav e Veneto Agricoltura, ne conta più di 4mila. La Corte dei conti ha già chiesto di proseguire nelle azioni di razionalizzazione della spesa, e il Segretario generale della Programmazione, Maurizio Gasparin, ha chiesto ai direttori di Area di indicare possibili “azioni di razionalizzazione organizzativa”. Il termine era il 26 agosto, e alcune relazioni sono state inviate ieri.

Intelligenza artificiale e riduzione del turn-over

Una delle proposte include l’uso dell’intelligenza artificiale per aumentare l’efficienza dei processi. L’obiettivo è prevedere una forte contrazione in termini di turn-over, ovvero ridurre il numero di dipendenti che si dimettono o vanno in pensione. Ad esempio, gli uffici protocollo potrebbero essere accorpati, con attività gestite in forma condivisa o attraverso poli organizzativi di Area. L’idea è di ridurre i costi senza compromettere l’efficacia dell’azione amministrativa.

La sperimentazione in corso riguarda l’istruttoria di alcuni atti, e i risultati sono considerati “lusinghieri”. Tuttavia, il sindacato ha espresso preoccupazione, sottolineando che il Veneto non ha un problema di troppo personale, ma rischia di averne troppo poco. Il segretario generale della Fp Cgil, Ivan Bernini, ha messo in mostra i dati dei dipendenti per regione, mostrando che il Veneto è penultimo a livello nazionale con 0,56 dipendenti ogni mille abitanti. La Lombardia, con 0,34, è peggio. Bernini ha sottolineato che la Regione dovrebbe prima valutare le funzioni da svolgere e i servizi da garantire, e solo dopo determinare il personale necessario.

Le autonomie speciali e il contesto nazionale

Il confronto con altre regioni ha evidenziato un contesto diverso. In Val d’Aosta, ad esempio, si registra un numero record di 24,4 dipendenti ogni mille abitanti, mentre in Trentino Alto Adige siamo a 9,96. La Sicilia ha 3,2, e il Friuli Venezia Giulia 2,8. Il Veneto, con 0,56, è penultimo, ma il sindacato ha sottolineato che la regione è già “virtuosa” nel contenimento degli organici. La domanda, però, è se sia possibile ridurre ulteriore il personale senza compromettere la capacità di svolgere le funzioni pubbliche. La risposta, per ora, non è ancora chiara.