La stella italoamericana negli USA si spegne: da Little Italy a una identità integrata
La comunità italoamericana negli Usa ha perso la sua identità politica, passando da un’importante forza elettorale a un elemento della vastità dell’essere americano.

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La comunità italoamericana negli Stati Uniti, una volta simbolo di potere politico e identità culturale, sta perdendo la sua influenza specifica, trasformandosi in un elemento della vastità dell’essere americano. Dopo decenni di leadership in istituzioni chiave come la Corte Suprema e i governi dello Stato di New York, la stella degli italoamericani si spegne, segnando un passo verso l’integrazione totale. Il fenomeno, descritto come un successo dell’assimilazione, ha visto la comunità abbandonare le radici etniche per adottare una identità più universale, pur mantenendo un certo rispetto e influenza nel panorama politico.
Da Little Italy a una identità integrata
La comunità italoamericana, una volta rappresentata da quartieri come Little Italy a New York, ha visto il suo potere politico e sociale ridursi nel tempo. Il tentativo di cancellare il quartiere dagli elenchi ufficiali dei quartieri etnici di New York segna un ulteriore passo verso la dissoluzione di un’identità che un tempo era centrale per la politica americana. La stessa figura di Mario e Andrew Cuomo, due governatori che hanno fatto del legame con l’Italia un’identità politica, è oggi un ricordo di un’epoca in cui gli italoamericani erano una forza riconoscibile e influente.
La dissoluzione di un’identità politica non è una sconfitta, ma un successo.
Secondo il docente Stefano Luconi, il superamento della logica del gruppo etnico è parte fondamentale della storia del successo italiano negli Stati Uniti. La comunità, che un tempo si distingueva per la sua forza elettorale, ha integrato i propri valori e tradizioni nel tessuto sociale e politico americano. La Corte Suprema, con il giudice Samuel Alito, e i governatori come Ron DeSantis, rappresentano un’altra forma di influenza, non più legata a una identità etnica specifica, ma a una visione più ampia del potere.
Un’identità che si trasforma
La trasformazione dell’identità italoamericana ha visto la comunità abbandonare le radici etniche per adottare una identità più universale. Come ha scritto John Gennari, autore di Flavor and Soul: Italian America at Its African American Edge, gli italoamericani hanno occupato uno spazio liminale e di mediazione nell’ordine etnorazziale degli Stati Uniti, al tempo stesso bianchi, quasi bianchi e scuri. Questo spazio liminale ha permesso loro di influenzare il modo in cui l’America pensa la razza e l’etnicità, ma ha anche portato alla perdita di una identità politica specifica. La stessa storia di Mario Cuomo, che si rifiutava di guardare Il Padrino per non associare i connazionali alla criminalità organizzata, mostra come la comunità italoamericana abbia cercato di distanziarsi dagli stereotipi legati alle sue origini. La sua eredità, tuttavia, è oggi un ricordo di un’epoca in cui gli italoamericani erano una forza politica riconoscibile.
Un successo di integrazione
La dissoluzione dell’identità politica italoamericana non è un segno di declino, ma di successo. La comunità, che un tempo era una forza elettorale specifica, ha integrato i propri valori e tradizioni nel tessuto sociale e politico americano. La stessa mobilità sociale, che ha portato i figli e i nipoti degli immigrati a diventare professionisti e a occupare posizioni di potere, ha contribuito a questa integrazione. La stessa figura di Andrew Cuomo, che ha usato le dirette tv per raccontare le sue radici italoamericane, mostra come la comunità abbia trovato un modo per mantenere il legame con le proprie origini senza perderne l’identità.
La comunità italoamericana, oggi, è un elemento della vastità dell’essere americano, non più una forza elettorale specifica. Questo processo di assimilazione, sebbene abbia portato alla perdita di una identità politica, è un successo di integrazione, che ha permesso alla comunità di adattarsi al tessuto sociale e politico degli Stati Uniti senza perdere il rispetto e l’influenza che ha sempre avuto.
