Sport e salute: il futuro del benessere in un dialogo tra esperti
Un dibattito tra esperti su prevenzione, sport e salute: come unire cultura fisica e sanità per un futuro migliore.

Prevenzione e sport: il futuro del benessere
La Piazza 2026 ha ospitato un dibattito tra esperti sul rapporto tra sport, prevenzione e salute, con un focus su come unire la cultura fisica e la sanità per un futuro migliore. Al centro del dibattito, il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato ha sottolineato l’importanza della prevenzione primaria, sottolineando che investire sugli stili di vita e sull’attività fisica è fondamentale per ridurre le malattie croniche e migliorare la qualità della vita. “La prevenzione deve essere il cardine fondamentale”, ha detto Gemmato, aggiungendo che il governo sta investendo mezzo miliardo di euro in più in questo ambito.
Investire nella prevenzione significa anche adottare corretti stili di vita. L’attività fisica e una corretta alimentazione, come la dieta mediterranea, sono strumenti chiave per migliorare la salute. “Penso innanzitutto alla dieta mediterranea, che paradossalmente oggi dobbiamo riscoprire”, ha detto Gemmato, sottolineando che in Italia ci sono circa 8 milioni di persone obese e 23 milioni in sovrappeso, con un’incidenza particolarmente elevata nel Mezzogiorno. “Lo sport è quindi un elemento dirimente dei corretti stili di vita”, ha aggiunto, ricordando che chi adotta corretti stili di vita alimentari e sportivi ha una riduzione della mortalità media e una minore incidenza dei tumori e delle patologie cardiovascolari.
Lo sport come strumento di prevenzione e di salute
L’importanza dello sport come strumento di prevenzione è stata sottolineata da diversi relatori. “L’attività fisica deve essere considerata una base di partenza per potersi curare di più”, ha detto Marco Klinger, responsabile chirurgia plastica Humanitas Milano. “Spesso arrivano a perdere sei, sette o otto chili nell’arco di sei mesi perché imparano ad amarsi, ad apprezzarsi di più e soprattutto a fare attività fisica”, ha aggiunto. L’attività fisica, inoltre, ha effetti positivi non solo sul peso, ma anche su numerose patologie, come demenze, malattie renali ed epatiche, e patologie metaboliche.
La pratica sportiva è un fattore chiave per la salute generale. L’esperienza del Policlinico di Bari ha dimostrato come intercettare precocemente i pazienti affetti da malattia renale cronica possa ridurre i costi per il sistema sanitario. “Dal 2020 abbiamo introdotto due semplicissimi esami, dal costo complessivo molto basso, attraverso i quali è possibile intercettare precocemente i pazienti affetti da malattia renale cronica”, ha spiegato Loreto Gesualdo, professore ordinario nefrologia Università degli Studi di Bari e Direttore UOC Nefrologia, Dialisi e Trapianto Policlinico Bari. Questi esami, nati durante il periodo del Covid, sono stati estesi alle aziende ospedaliere e universitarie italiane, dimostrando come sia possibile fare prevenzione in modo efficace e praticamente a costo zero.
La Piazza 2026 ha visto un dibattito che ha messo in luce l’importanza di unire sport e salute in modo più profondo. “Il collegamento tra sport e salute è quindi ormai sancito anche a livello costituzionale”, ha detto Gemmato, ricordando che il legislatore italiano ha riconosciuto lo sport in Costituzione. “Dobbiamo creare un ponte tra l’ospedale e la casa”, ha aggiunto Placido Bramanti, sottolineando l’importanza di un approccio integrato tra sanità e sport per migliorare la qualità della vita di tutti.
