Sentenza sul crollo di Ponte Morandi, 32 condannati e 25 assolti: pene e assolzioni
Il tribunale di Genova condanna 32 imputati per il crollo del Ponte Morandi del 2018. Castellucci a 12 anni. Complessivamente 177 anni di carcere inflitti. 43 vittime.

Il tribunale di Genova ha concluso il processo per il crollo del Ponte Morandi del 14 agosto 2018 emettendo una sentenza di condanna nei confronti di 32 imputati su 57 complessivamente rinviati a giudizio, mentre 25 sono stati assolti. Nel disastro che segnò la storia della città ligure persero la vita 43 persone. Le condanne rispecchiano una distribuzione delle responsabilità trasversale tra i diversi livelli di gestione dell’infrastruttura, secondo quanto riferisce lagazzettadelmezzogiorno.it.
Tra i condannati figura Marco Castellucci, ex amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, al quale i giudici hanno inflitto una pena di 12 anni di reclusione. La condanna di Castellucci si aggiunge a una precedente condanna per l’incidente stradale sulla A16, dove un bus turistico era precipitato dal viadotto Acqualonga causando 40 vittime. Oltre a Castellucci, il tribunale ha comminato pene significative anche ad altri manager della società concessionaria della rete autostradale.
I 177 anni di carcere distribuiti tra i 32 condannati
Complessivamente, i giudici hanno inflitto 177 anni di carcere ai 32 imputati trovati colpevoli. Questa cifra testimonia la gravità delle responsabilità accertate dal tribunale nel crollo dell’infrastruttura genovese. Le sentenze riflettono valutazioni differenziate rispetto ai ruoli ricoperti dagli imputati e al grado di coinvolgimento nelle omissioni e negligenze che hanno portato al cedimento strutturale del ponte.
Tra i condannati compare anche Alfredo Brencich, docente di ingegneria, al quale sono stati comminati quattro anni di reclusione. La sua condanna riguarda il ruolo svolto nelle valutazioni tecniche sulla sicurezza dell’infrastruttura. La presenza di figure accademiche tra i condannati sottolinea come il tribunale abbia identificato responsabilità anche in ambiti oltre la gestione ordinaria della concessione autostradale.
Assoluzioni parziali e contesto della sentenza
La sentenza non ha visto tutte le richieste dell’accusa accolte al rialzo. In particolare, l’ex provveditore Ferrazza è stato assolto da alcune imputazioni specifiche, secondo quanto riportato da napoli.repubblica.it, evidenziando come i giudici abbiano proceduto con discernimento nel vagliare le prove relative a ciascun imputato. Complessivamente, i 25 assolti rappresentano una quota significativa dei 57 rinviati a giudizio.

Per i giudici le responsabilità della tragedia si distribuiscono trasversalmente tra diversi livelli organizzativi e funzionali. Questo approccio ha portato a un quadro articolato di condanne e assoluzioni, dove la distribuzione delle responsabilità riflette i ruoli concreti e i comportamenti individuali piuttosto che una condanna collettiva indifferenziata.
I familiari delle 43 vittime hanno dichiarato di dovere approfondire le motivazioni della sentenza per comprendere appieno le decisioni dei giudici. Questa esigenza di chiarimento evidenzia come la sentenza, pur rappresentando un primo momento di giustizia, lasci ancora molte domande aperte riguardo alle dinamiche precise che hanno condotto al cedimento della struttura.
Il processo ha rappresentato un percorso complesso di valutazione delle responsabilità in un caso che ha toccato aspetti di gestione infrastrutturale, monitoraggio tecnico, decisioni amministrative e comportamenti individuali. La condanna complessiva di 177 anni di carcere distribuiti tra 32 imputati conclude una fase importante della ricerca della responsabilità penale, mentre rimangono aperti procedimenti civili e altre sedi di indagine sulle cause strutturali del disastro.
