Sblocco di Hormuz, un «contributo» per 90 miliardi di danni

Sblocco di Hormuz, un «contribuito» per 90 miliardi di danni per evitare la crisi economica.

Sceicchi del Golfo e Iran negoziando il rientro del traffico marittimo, con un contributo per 90 miliardi di danni
Sceicchi del Golfo e Iran negoziando il rientro del traffico marittimo, con un contributo per 90 miliardi di danni

La guerra nel Golfo ha causato danni stimati fino a 90 miliardi di dollari, con gli sceicchi del Golfo disposti a un «contributo» volontario pur di sbloccare lo Stretto di Hormuz. La proposta, presentata dall’Oman agli altri Paesi del Golfo, mira a ripristinare il transito delle navi commerciali e a ridurre l’impatto economico della crisi. L’idea, ispirata al modello dello Stretto di Malacca, prevede un pagamento per i servizi di navigazione senza creare un precedente che potrebbe indispettire Donald Trump.

Un piano per evitare la crisi economica

La chiusura di Hormuz ha ridotto l’export di gas e carburante dal Golfo, tagliando le entrate dei Paesi arabi. L’Iran, attraverso la guerra di attrito, ha alzato i prezzi del petrolio, costringendo i consumatori americani e europei a pressare la Casa Bianca per una tregua. Gli sceicchi del Golfo, però, hanno riconosciuto il costo economico della crisi e hanno deciso di offrire un «contributo» per riaprire lo Stretto. Il piano, se approvato, potrebbe permettere ai Paesi del Golfo di ripristinare il flusso di materie prime e di ridurre i danni.

La guerra ha danneggiato l’economia del Golfo

Le spese militari, tra contraerea e missili intercettori, hanno fatto lievitare i budget della Difesa in media del 20%. L’attacco di cinquanta droni da duemila dollari l’uno ha messo fuori uso infrastrutture chiave come raffinerie, terminali e oleodotti. Il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo aveva previsto che un mese di guerra intensa causasse 4 milioni di disoccupati e un crollo del Pil tra il 3,7% e il 6% nel Golfo. Cinque mesi di guerra a singhiozzo hanno portato probabilmente allo stesso risultato.

La guerra ha danneggiato l’economia del Golfo, con danni stimati tra i 70 e i 90 miliardi di dollari. Il Fondo monetario internazionale prevede una contrazione annua tra l’1,4% dell’Arabia e il 14,7 del Qatar. I danni strutturali, come raffinerie e terminali marittimi, sono un costo enorme per i Paesi del Golfo. L’Iran, attraverso la guerra, ha ridotto l’export di gas e carburante, ma ha anche aumentato i prezzi del petrolio, costringendo i consumatori a chiedere una tregua.

Un’offerta di pagamento per il rientro del traffico

La proposta di un «contributo» volontario, se accettata, potrebbe permettere ai Paesi del Golfo di ripristinare il transito delle navi e di ridurre i danni economici. L’idea, ispirata a Malacca, prevede un pagamento per i servizi di navigazione, ma non crea un dazio. L’Iran, che ha beneficiato della chiusura di Hormuz, potrebbe ricevere un flusso di denaro fresco per riparare i danni subiti. Trump, che sembra al corrente della proposta, non sembra contrario, anche se l’idea di guadagnarci da Hormuz è durata poche ore. La guerra ha portato danni economici enormi, ma un «contributo» potrebbe aiutare a ripristinare la normalità. Gli sceicchi del Golfo, che hanno pagato cara la crisi, hanno deciso di offrire un pagamento volontario per evitare ulteriori danni. L’Iran, che ha usato la guerra per alzare i prezzi del petrolio, potrebbe ora ricevere un aiuto per riparare le infrastrutture danneggiate. Il futuro del Golfo dipende da questa proposta, che potrebbe segnare la fine di una crisi economica senza precedenti.

  • 90 miliardi di danni stimati per il Golfo
  • Proposta di un «contributo» volontario per sbloccare Hormuz
  • La guerra ha ridotto l’export e aumentato i prezzi del petrolio