Prezzi alimentari in aumento del 29% in cinque anni: caffè e olio salgono di oltre il 49%, voli e spese casa in crescita
Prezzi alimentari in aumento del 29% in cinque anni, caffè e olio salgono di oltre il 49%. Crescita anche su voli e spese per la casa.

Da cinque anni i prezzi del cibo in Italia sono cresciuti del 29%, con un impatto particolarmente forte su prodotti come caffè e olio, che hanno visto aumenti del 50% e del 49% rispettivamente. La stangata si estende anche a voli e spese per la casa, con un incremento del 43% per l’abitazione, acqua, elettricità e gas. L’effetto si sente nel portafoglio di milioni di famiglie, che vedono i salari reali ancora al palo, nonostante l’economia sembri in crescita.
La crisi climatica e le guerre alimentano l’inflazione
La combinazione di guerre, crisi climatica e tensioni geopolitiche ha portato a un aumento dei prezzi alimentari e dei beni di consumo. Dopo l’invasione russa dell’Ucraina, che ha messo in crisi l’export di olio di girasole, e la guerra tra USA e Israele all’Iran, che ha spinto i prezzi del petrolio, i costi per i consumatori sono saliti in modo esponenziale. L’effetto si è amplificato con l’impatto dei cambiamenti climatici sulle produzioni agricole, complicando ulteriore la situazione.
La crescita dei prezzi si concentra soprattutto tra la fine del 2021 e il 2023, con un incremento del 34% per ortaggi e legumi e del 28% per la frutta. I rincari si sono accumulati, anche se l’inflazione attuale è più contenuta rispetto ai picchi del 2022. La stangata si somma al +43% per le spese per abitazione, acqua, elettricità e gas, la voce più pesante nel bilancio delle famiglie. I salari reali, cioè la quantità di beni che si può comprare con uno stipendio, restano ancora al di sotto dei livelli del 2021.
Un aumento cumulativo che pesa sulle famiglie
La situazione si complica ulteriormente con l’effetto domino del caro carburanti, che ha impattato su tutti i beni trasportati su gomma e ha influenzato anche i raccolti del super El Niño. Intanto, il governo Meloni presenta un quadro economico positivo, basato su un Pil pro capite in crescita, ma non tiene conto del potere d’acquisto reale, che rimane in calo. La crescita dei prezzi ha spinto le famiglie a spendere di più per comprare di meno, con un aumento del 27% per i ristoranti e strutture ricettive. I trasporti, invece, hanno visto un incremento del 19% rispetto a luglio 2021, con un +7% solo da gennaio a causa del caro carburante. Tra i settori in crescita, i servizi finanziari e assicurativi (+17%), l’arredamento e manutenzione della casa (+14,8%) e i servizi ricreativi, sportivi e culturali (+14,7%).
La forbice tra prezzi e quantità acquistate si è ampliata con la fiammata dei prezzi del 2022-2023, e non si è più richiusa. Le vendite al dettaglio mostrano un valore in crescita, ma i volumi restano inferiori al 2021. Il commercio elettronico, invece, ha registrato un incremento esponenziale, con l’indice delle vendite online che ha toccato quota 159,2 a giugno, rispetto al livello base del 2021. I piccoli negozi di alimentari hanno visto le vendite crollare di 20 punti, segno di una trasformazione del mercato.
