Piemonte e Nord in cerca di un modello industriale più efficiente

Il Piemonte e altre regioni del Nord cercano un nuovo strumento per semplificare gli investimenti e sostenere l’industria.

Regioni del Nord e imprese discutono un piano per semplificare gli investimenti e sostenere l'industria
Regioni del Nord e imprese discutono un piano per semplificare gli investimenti e sostenere l’industria

Il Piemonte e altre regioni del Nord si stanno mobilitando per trovare un nuovo modello di supporto all’industria, in un contesto di crisi e trasformazione produttiva. L’obiettivo è semplificare gli investimenti e sostenere i settori più esposti alle sfide economiche, senza ricorrere al modello delle Zone economiche speciali (Zes), attualmente in uso al Sud. La proposta, emersa durante un incontro al Mimit, è volta a creare «aree di accelerazione industriale», strumenti in grado di favorire la riconversione dei siti industriali e l’innovazione. L’idea è in fase di definizione a livello europeo nell’ambito dell’Industrial Accelerator Act, e si propone come alternativa al modello attuale, che non è adatto al contesto del Nord.

Un modello diverso per il Nord

Le regioni del Nord, come Lombardia, Emilia-Romagna, Piemonte, Lazio e Molise, hanno partecipato a un incontro convocato dal ministro Adolfo Urso, con l’obiettivo di trovare un percorso alternativo alle Zes. L’idea è di individuare territori e settori su cui concentrare misure di semplificazione, per favorire gli investimenti e la riconversione produttiva. Il governo italiano, attraverso il Mimit, sta lavorando a un nuovo strumento che potrebbe diventare una leva per la trasformazione del tessuto industriale, soprattutto in aree come il Piemonte, dove la crisi dell’auto ha colpito duramente.

Il Piemonte, in particolare, ha accolto positivamente l’idea, soprattutto per il peso del settore automobilistico e la sua importanza per la filiera della componentistica. Il governatore Alberto Cirio ha sottolineato la necessità di usare il nuovo strumento per sostenere la transizione produttiva e l’innovazione. Oltre alla semplificazione è auspicabile che l’Europa sia pronta ad accompagnare con le dovute risorse, anche nella nuova programmazione, la transizione produttiva di aree come il Piemonte che hanno una forte vocazione manifatturiera.

Il ruolo delle imprese e del settore automobilistico

Le imprese piemontesi, che non avevano mai mostrato interesse per il trasferimento al Nord del modello delle Zes, hanno espresso un sostegno al nuovo strumento. «Torino e il Piemonte sono già un territorio industriale, che ha storia e competenze per poter continuare a esprimere una manifattura d’eccellenza», hanno sottolineato Marco Gay e Andrea Amalberto. L’idea è di creare un modello più mirato sulla struttura produttiva dei territori, con l’obiettivo di dare attuazione a un’iniziativa che potrebbe diventare un riferimento per l’attuazione italiana dell’Industrial Accelerator Act.

Il governo, attraverso il Mimit, intende giocare questa carta in vista delle prossime elezioni politiche, cercando di rafforzare il supporto all’industria e alla trasformazione produttiva. L’obiettivo è raccogliere le proposte dei territori e portarle nel confronto europeo, accompagnando la richiesta italiana di più strumenti e risorse a sostegno dell’industria. Il nuovo strumento potrebbe diventare una leva per accompagnare la trasformazione dell’intera filiera della componentistica, in un contesto di sfida e innovazione.

Il modello europeo si basa sulle Zes, unico per il Mezzogiorno, ma non può essere replicato al Nord così com’è: le Zone economiche speciali sono infatti legate alla politica europea di coesione e all’obiettivo di ridurre i divari tra territori. Per questo non possono essere estese in automatico. Il governo lavora quindi a un nuovo strumento, ancora in fase di definizione a livello europeo nell’ambito dell’Industrial Accelerator Act, le aree di accelerazione industriale. L’idea è individuare territori e settori su cui concentrare misure di semplificazione, per favorire gli investimenti, la riconversione produttiva e l’arrivo di nuove imprese: il meccanismo sarà definito nelle prossime settimane attraverso il confronto tra ministero e Regioni.