Piacenza elimina carne di maiale dalle mense scolastiche, polemiche del centrodestra su tradizioni locali
Piacenza elimina carne di maiale dalle mense scolastiche, polemiche del centrodestra su tradizioni locali
La città di Piacenza ha deciso di eliminare la carne di maiale dalle mense scolastiche a partire dal 20 ottobre 2026. La scelta, annunciata dal Comune, ha suscitato reazioni del centrodestra, che accusa l’amministrazione di cancellare le tradizioni locali. La decisione è stata giustificata da valutazioni tecniche relative alla sicurezza e al gradimento degli alimenti tra i bambini. Il dibattito, però, si è acceso soprattutto per il legame con la questione religiosa e per l’interpretazione politica delle scelte alimentari.
Scelte tecniche e polemiche identitarie
La sindaca di Piacenza, Katia Tarasconi, ha chiarito che la scelta di rimuovere dalla dieta scolastica la coppa, la lonza e il prosciutto cotto è stata fatta in base a criteri nutrizionali e a segnalazioni raccolte da esperti. «La religione non c’entra nulla», ha sottolineato, sottolineando che le decisioni sono prese da dietisti e medici dell’Ausl, non da politici. Tuttavia, il centrodestra, composto da FdI, Lega e Futuro Nazionale, ha visto in questa scelta una forma di islamizzazione, accusando l’amministrazione di non tutelare il patrimonio culinario italiano.
La scelta spetta ai nutrizionisti e alle commissioni, dove sono presenti anche i genitori
La senatrice della Lega Elena Murelli ha espresso preoccupazione, affermando che l’inclusione non deve portare alla rinuncia alle tradizioni. «L’inclusione deve aggiungere possibilità, non eliminarle», ha detto, sottolineando l’importanza di preservare la cultura culinaria locale. Anche Sara Soresi, capogruppo FdI in Consiglio comunale, ha criticato la decisione, ritenendola un passo verso l’adesione a usanze estere. «Tassello dopo tassello, stiamo svendendo le nostre tradizioni», ha commentato, riferendosi a una serie di scelte che, a suo parere, mettono in discussione l’identità nazionale.
Valutazioni tecniche e responsabilità
Secondo il comunicato del Comune, i menù vengono elaborati da esperti in base a linee guida e criteri nutrizionali. La coppa, ad esempio, è stata rimossa a causa di segnalazioni relative al rischio di soffocamento nei bambini più piccoli. La lonza, invece, è risultata scarsamente gradita, mentre il prosciutto cotto è rimasto nel menù come alimento normale. «Sono valutazioni che competono a chi si occupa professionalmente di nutrizione e ristorazione scolastica, non alla politica», ha sottolineato Tarasconi, rifiutando l’idea di una battaglia ideologica.
La sindaca Tarasconi ha risposto con un video pubblicato su Instagram, in cui mangia un panino con la coppa, per dimostrare il rispetto per il prodotto locale. «Nessuno vuole mettere in discussione la Coppa piacentina», ha affermato, sottolineando che l’amministrazione sostiene e promuove i prodotti tipici della città. Tuttavia, ha anche sottolineato che le decisioni alimentari devono rimanere lontane dalla politica e dalle battaglie identitarie. La decisione ha suscitato anche reazioni da parte di genitori e docenti, alcuni dei quali hanno espresso preoccupazioni per la gestione delle mense. Nonostante le polemiche, il Comune ha ribadito che le scelte sono state fatte in base a dati e segnalazioni, non a motivazioni politiche. La questione, tuttavia, rimane aperta e potrebbe evolvere in un dibattito più ampio sul ruolo della politica nell’alimentazione scolastica e sul rispetto delle tradizioni locali.
