Parisi: la politica non guarda lontano, i cittadini stanno vedendo
Il fisico Nobel critica la mancanza di lungimiranza politica sul clima, sottolineando la distanza tra scienziati e cittadini.

Parisi: la politica non guarda lontano, i cittadini stanno vedendo
Il fisico e premio Nobel Giorgio Parisi ha criticato la mancanza di lungimiranza politica sul clima, sottolineando come le istituzioni si concentrino su problemi immediati e non sappiano guardare lontano. «Il governo come gli struzzi: mette la testa sotto la sabbia», ha detto, riferendosi a un atteggiamento di rinuncia e silenzio istituzionale. Parisi ha sottolineato come i politici non vogliono sapere cosa c’è lontano sulla strada, preferendo concentrarsi su temi più vicini.
La distanza tra scienziati e cittadini
Parisi ha anche evidenziato un divario crescente tra comunità scientifica e cittadinanza. «Gli scienziati vengono considerati parte dell’élite», ha spiegato, aggiungendo che negli ultimi anni è cresciuto un forte sentimento contro le élite. Questo atteggiamento, secondo il premio Nobel, ha reso più difficile la comunicazione tra scienziati e pubblico. «Solo se gli scienziati imparano a comunicare meglio, le persone capiranno che la scienza è indipendente e non è al soldo di nessuno», ha sottolineato.
I giovani non sono rassegnati, ma la gente non ragiona su larghe scale temporali.
Parisi ha smentito l’idea di una rassegnazione generale: «Vedo giovani che non sono affatto rassegnati. Il problema è che per invertire la situazione serve un lavoro duro di venti o trent’anni e le persone spesso non ragionano su queste scale temporali». Il fisico ha anche sottolineato che i politici tendono a occuparsi di problemi immediati, non di quelli a lungo termine. «Guardano il più vicino possibile perché sanno che laggiù non ci arriveranno: tra quindici o venti anni non saranno più al governo», ha detto.
La politica non guarda lontano, ma i cittadini stanno vedendo.
Parisi ha spiegato che i politici tendono a occuparsi di problemi immediati, non di quelli a lungo termine. «Guardano il più vicino possibile perché sanno che laggiù non ci arriveranno: tra quindici o venti anni non saranno più al governo», ha detto. Questo atteggiamento, ha sottolineato, crea una mancanza di visione e di azioni concrete per il futuro. «Serve una doppia strada: azioni di lungo periodo mirate a diminuire le emissioni di CO2, affiancate da interventi immediati che limitino i danni climatici ormai inevitabili», ha concluso.
La critica di Parisi ha trovato eco in un contesto in cui il caldo record e le ondate di calore si fanno sempre più frequenti. A Roma, l’estate è stata la più calda da 25 anni, con una quarta ondata di calore che si è protratta per un periodo record. «Le conseguenze del riscaldamento globale di quest’estate sono paragonabili a quelle di una pandemia», ha detto Mauro Ceruti, un altro esperto. Questi dati, insieme alle dichiarazioni di Parisi, mettono in luce una situazione di emergenza climatica che richiede una risposta immediata e a lungo termine.
