Omar bin Laden, l’artista che dipinge i paesaggi del Nord America
Omar bin Laden, figlio di Osama, dipinge paesaggi naturalistici e racconta la sua storia attraverso l’arte.

Omar bin Laden, il quarto dei circa 20 figli di Osama, ha trovato un modo per esprimere la sua storia attraverso l’arte. NATO in Arabia Saudita, ha trascorso l’infanzia tra le dune del deserto e i mari ondulati, elementi che si ritrovano nei suoi dipinti naturalistici. Oggi, a 45 anni, l’artista vive in Normandia, dove si dedica alla pittura di paesaggi del Nord America, cercando di tornare alla spensieratezza e a una pace che ha perso da bambino.
Un’infanzia tra deserto e guerra
Omar ha vissuto i primi anni della sua vita a Gedda, città portuale dell’Arabia Saudita, tra un appartamento nel centro e la fattoria di famiglia, dove suo padre teneva cavalli, capre e gazzelle. Tuttavia, il tranquillo idillio fu interrotto quando Saddam Hussein invase il Kuwait nel 1990. Osama, convinto di dover proteggere l’Arabia Saudita, trasformò la fattoria in una base militare. La famiglia si spostò in Sudan, e Omar, all’età di 15 anni, fu portato nei campi di addestramento di al-Qaeda vicino a Tora Bora, preparandosi alla battaglia contro gli eserciti “infedeli”. A 16 anni, fu inviato in Afghanistan, dove la guerra lo segnò profondamente.
La scelta di abbandonare al-Qaeda
Un episodio drammatico lo fece decidere di abbandonare la missione di al-Qaeda. Bloccato dal fuoco di un cecchino su un sentiero di montagna in Afghanistan, un miliziano che doveva essere suo alleato disse via radio che non avrebbe esitato a sparargli se lo avesse visto sulla terra contesa. Fu lì che Omar si rese conto della follia della guerra e, a 18 anni, decise di abbandonare la missione per trasferirsi con sua madre in Siria. L’ultima volta che vide suo padre fu in Afghanistan nel 2001, quando aveva 20 anni e viveva di nuovo in Arabia Saudita. Omar ha sempre rifiutato le ideologie violente del padre e, nonostante non abbia mai rinunciato al cognome, cerca di prendere le distanze da quel mondo. Ha condannato ripetutamente gli attacchi di al-Qaeda, esprimendo dolore per le vittime e denunciando la strage di civili innocenti. Nel 2008, ha affermato che “molta gente pensa che gli arabi – specialmente i bin Laden e i suoi figli – siano tutti terroristi, ma non è vero”.
Un’arte che racconta la sua storia
I dipinti di Omar, realizzati in stile naïf, sono caratterizzati da colori vivaci e pennellate piatte. In alcune opere, ha riprodotto le montagne di Tora Bora, dove suo padre si rifugiò dopo gli attentati dell’11 settembre 2001, e il deserto dell’Arizona, a poca distanza dal rifugio del padre. Tutte le sue opere trasmettono una semplicità infantile, quasi come se volesse tornare alla spensieratezza e dimenticare la violenza di cui è stato testimone.
“Mi mancano i momenti felici che ho vissuto, quelli in cui ero troppo giovane per capire e troppo innocente per vedere il mondo intorno a me”, ha rivelato nell’intervista a Vice. “Mi mancano le distese sconfinate di dune desertiche e i mari ondulati. Mi manca la pace dell’infanzia.” Omar ha anche trovato sollievo nella pittura, che lo ha aiutato a elaborare il trauma della guerra. Quando si sente giù di morale, guarda il film “Gli spietati”, un western americano che racconta la vita di un fuorilegge redento, interpretato da Clint Eastwood. L’arte, per lui, è un modo per ricordare l’infanzia e trovare un senso alla sua storia.
- Omar bin Laden è il quarto dei circa 20 figli di Osama.
- Ha mantenuto un legame stretto con sua madre Najwa e suo fratello Abdallah.
- Ha abbandonato al-Qaeda a 18 anni e si è trasferito in Siria.
- Ha realizzato dipinti naturalistici in stile naïf.
- Ha rifiutato le ideologie violente del padre e cerca di prendere le distanze da quel mondo.
La vita di Omar bin Laden è un mix di trauma, arte e ricerca di pace. Dopo essere stato costretto ad abbandonare la casa in Normandia nel 2023 per aver pubblicato sui social post che “glorificavano il terrorismo” in occasione dell’anniversario della morte di suo padre, l’artista continua a dipingere, cercando di trovare un equilibrio tra il passato e il presente.
