Nuovo premier a Kiev, proteste dopo rimozione del ministro Difesa Fedorov

La Verkhovna Rada approva Sergiy Koretsky primo ministro. Scoppia il caos per la rimozione di Fedorov: proteste a Kiev e Leopoli contro il rimpasto di Zelensky.

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Manifestanti protestano per le strade di Kiev durante il rimpasto governativo ucraino
Manifestanti protestano per le strade di Kiev durante il rimpasto governativo ucraino

La Verkhovna Rada, il parlamento ucraino, ha approvato la nomina di Sergiy Koretsky a primo ministro, sancendo il rimpasto di governo deciso dal presidente Volodymyr Zelensky. Koretsky, direttore generale di Naftogaz, è stato confermato con il voto favorevole di 289 deputati nella seduta odierna, secondo quanto riportato da askanews.it. Tuttavia, la mossa ha immediatamente scatenato proteste nelle principali città ucraine per la rimozione dell’ex ministro della Difesa, Mykhailo Fedorov, figura molto popolare nel Paese.

Fedorov, noto nel contesto bellico ucraino come il “mago dei droni” per il suo ruolo nella strategia militare innovativa, è stato rimosso dall’incarico in seguito a una faida interna con il comandante in capo delle forze armate ucraine, il generale Oleksandr Syrsky. L’ex ministro della Difesa ha reagito con accuse pubbliche, affermando di essere stato silurato a causa del disaccordo con il capo dell’esercito. Come riferisce askanews.it, Fedorov ha accusato Syrsky di tentare di dividere il Paese, già dilaniato dalla guerra con la Russia.

Le piazze si mobilitano contro il rimpasto

In migliaia hanno sceso in strada a Leopoli e Kiev per protestare contro il licenziamento di Fedorov, trasformando il rimpasto governativo in una crisi politica più ampia. Le manifestazioni riflettono il malcontento verso decisioni che, per molti civili e militari, appaiono contraddittorie durante il conflitto. La figura di Fedorov, associata al rilancio della capacità militare ucraina attraverso soluzioni innovative, aveva acquisito prestigio presso l’opinione pubblica come simbolo di resistenza e modernizzazione tattica.

Koretsky, che ora assume la guida del governo, succede a Yulia Svyrydenko secondo quanto indicato da askanews.it. La sua nomina completa formalmente il rimpasto, ma lo scenario interno ucraino rimane teso. Il nuovo primo ministro eredita un esecutivo sottoposto a pressioni enormi dal conflitto in corso, nonché dalla necessità di mantenere coesione all’interno delle istituzioni.

Manifestanti protestano per le strade di Kiev durante il rimpasto governativo ucraino, immagine di approfondimento
Manifestanti protestano per le strade di Kiev durante il rimpasto governativo ucraino

Zelensky chiede unità mentre cresce il dissenso

Zelensky ha risposto alle critiche invitando “all’unità” i vertici militari, consapevole che il rimpasto rischia di indebolire la compattezza necessaria alla prosecuzione della guerra. Il presidente ucraino si trova dunque a gestire una frattura interna che combina dinamiche politiche, militari e di consenso pubblico. Le scelte operate, inclusa la nomina di Koretsky e la rimozione di Fedorov, sono state giustificate come necessarie, ma hanno manifestato pubblicamente tensioni sino ad allora contenute nel circolo ristretto della leadership.

La faida tra Fedorov e Syrsky, ora esposta all’opinione pubblica, rappresenta un elemento di fragilità in un momento in cui l’Ucraina necessita di continuità decisionale e coesione istituzionale. Le proteste nelle piazze confermano che l’operazione di rimpasto non è stata accolta passivamente dalle comunità urbane. Il fatto che migliaia di persone si mobilitino per Fedorov suggerisce che la percezione popolare del ministro rimosso continua a rimanere positiva, alimentando il contrasto con le scelte della presidenza.

L’approvazione parlamentare di Koretsky con una maggioranza significativa (289 voti) dimostra che le dinamiche politiche all’interno della Verkhovna Rada seguono ancora le indicazioni di Zelensky, come riferisce askanews.it. Tuttavia, la capacità di trasformare questa maggioranza formale in una governance coesa rimane una sfida aperta per il nuovo governo, alle prese con una società civile insoddisfatta e con evidenti crepe nella struttura di comando militare. Il prossimo test sarà la capacità di Koretsky di operare uno riconciliazione interna o, alternativamente, di imporre rapidamente legittimità attraverso risultati concreti nella gestione della crisi.

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