Nuovi dubbi sui test degli abiti di Yara Gambirasio: la difesa chiede ulteriori accertamenti
Nuovi dubbi sui test degli abiti di Yara Gambirasio: la difesa chiede ulteriori accertamenti

La difesa di Massimo Bossetti, condannato all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio, solleva nuovi dubbi sui test effettuati sugli abiti della tredicenne scomparsa nel 2010. L’ipotesi di una possibile presenza di materiale seminale, non confermata dalle analisi ufficiali, ha suscitato interesse e preoccupazione. L’avvocato Claudio Salvagni e il genetista forense Marzio Capra, protagonisti di un servizio delle Iene, hanno sollevato interrogativi sulla correttezza e completezza degli accertamenti scientifici. La questione potrebbe influire sul processo e sul ruolo del Dna di Ignoto 1, elemento centrale del caso.
La difesa chiede ulteriori analisi
Secondo la nuova interpretazione proposta dai consulenti di Bossetti, alcune fotografie dei test mostrerebbero risultati indicativi della presenza di liquido seminale maschile. Questa lettura differisce da quella contenuta nelle relazioni ufficiali, in cui alcuni campioni erano stati classificati come negativi. Il genetista Marzio Capra ha sottolineato che, se i risultati fossero confermati, potrebbero modificare la comprensione del caso. Tuttavia, non è ancora stato dimostrato con certezza la presenza delle tracce ipotizzate dalla difesa né la loro origine.
La difesa ha richiesto nuovi accertamenti scientifici
La difesa intende ottenere ulteriori analisi sui reperti, utilizzando tecniche più sensibili rispetto a quelle disponibili all’epoca delle indagini. Una richiesta di ulteriori esami su indumenti, campioni biologici e fotografie era già stata presentata alla Corte d’assise di Bergamo nel giugno scorso. Il genetista forense ha anche sollevato un interrogativo sull’origine delle tracce: «Se non sono di Bossetti, di chi sono?». La domanda si basa sull’ipotesi che i test possano indicare la presenza di materiale seminale, ma per confermarlo sarebbero necessari ulteriori accertamenti scientifici.
Il ruolo del Dna di Ignoto 1
Un elemento centrale del processo è stato il Dna di Ignoto 1, individuato sugli indumenti di Yara Gambirasio e successivamente attribuito a Bossetti. La condanna all’ergastolo è stata emessa in via definitiva, ma la difesa continua a contestare alcuni aspetti degli accertamenti scientifici. L’accesso ai reperti è stato autorizzato dai giudici, permettendo ai consulenti di Bossetti di visionare le fotografie dei test il 7 febbraio 2025. La difesa ha inoltre ricevuto un supporto informatico contenente migliaia di dati genetici raccolti durante le indagini, che potranno essere esaminati per ulteriori chiarimenti.
La situazione rimane in sospeso, con la necessità di ulteriori analisi per chiarire eventuali dubbi. La comunità scientifica e i giudici seguiranno con attenzione i prossimi sviluppi, che potrebbero influire sul caso e sul ruolo del Dna di Ignoto 1. La difesa, attraverso i suoi consulenti, continua a sollevare interrogativi e a richiedere maggiore trasparenza e approfondimento. La verità, per ora, resta in attesa di nuovi dati e conferme.
