Nuove analisi sui reperti richieste per Yara Gambirasio: la Corte d’Assise si riserva
La difesa di Bossetti chiede nuove analisi sui reperti dell’omicidio di Yara Gambirasio, la Corte d’Assise si riserva.

La difesa di Massimo Bossetti ha presentato una richiesta di nuove analisi sui reperti dell’inchiesta sull’omicidio di Yara Gambirasio, ma la Corte d’Assise del Tribunale di Bergamo si è riservata la decisione. L’udienza, tenutasi lunedì 5 ottobre in camera di consiglio nell’ambito di un incidente di esecuzione, ha visto la discussione su due fronti principali: il campione 31G20 e le tracce individuate sugli indumenti della vittima. La richiesta, avanzata dall’avvocato Claudio Salvagni, prevede l’uso di nuove tecnologie e immagini ad alta risoluzione per un riesame approfondito.
Analisi scientifiche e tecnologie avanzate
La difesa ha sottolineato che le nuove tecniche scientifiche potrebbero rivelare ulteriori elementi probatori, come ha sostenuto il genetista Marzio Capra, consulente della difesa. In particolare, la richiesta riguarda il campione 31G20 e alcune tracce presenti sugli indumenti di Yara Gambirasio, che secondo la difesa non sono mai state analizzate. Cinque test immunologici eseguiti sul giubbotto, indicati come negativi, potrebbero presentare reazioni cromatiche che meritano un approfondimento. La difesa ha anche richiamato il caso di Garlasco, in cui reperti già analizzati sono stati riesaminati grazie a nuove tecnologie.
La Corte d’Assise aveva finora autorizzato la visione dei reperti, senza consentire nuove analisi, nei limiti stabiliti dalla Cassazione nel 2024. Bossetti, che ha seguito l’udienza in videocollegamento dal carcere di Bollate, ha ribadito tramite i suoi legali che dall’esame delle fotografie ad alta risoluzione sarebbero emersi elementi tali da giustificare ulteriori accertamenti. La Corte ha sciolto la riserva solo sull’udienza, non sul merito della richiesta.
Opposizioni del pubblico ministero e della parte civile
Al termine della discussione, sia il pubblico ministero che la parte civile si sono opposti alla richiesta di nuove analisi. I legali della famiglia Gambirasio hanno dichiarato: “Si vuole fare Garlasco 2, faremo il possibile per impedirlo”. La parte civile ha inoltre chiesto di poter esaminare gli stessi reperti nel caso in cui la Corte autorizzasse le nuove analisi. La Corte ha mantenuto la posizione stabilita dalla Cassazione nel 2024.
Massimo Bossetti, condannato all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio, sconta la pena in carcere. La difesa ha cercato di aprire nuove possibilità di chiarimento, nonostante le opposizioni da parte delle parti coinvolte. L’incidente di esecuzione rappresenta un momento cruciale per il caso, in cui la Corte valuta se e in che modo permettere ulteriori analisi. Le tesi della difesa e le contestazioni della parte civile restano al vaglio della Corte, che continuerà a valutare la richiesta in base ai parametri stabiliti.
La richiesta di nuove analisi sui reperti è un tema dibattuto, con la difesa che cerca di sfruttare le nuove tecnologie per ulteriori chiarimenti, mentre la parte civile e il pubblico ministero si oppongono a qualsiasi modifica al quadro già stabilito. La Corte d’Assise, presieduta dalla giudice Patrizia Ingrasci, ha espresso la sua riserva, lasciando aperto il futuro del caso. La decisione finale sarà presa in un momento successivo.
