Natalie Harp, la «stampante umana» di Trump: vicinanza e controversie in un dibattito politico
Natalie Harp, assistente di Trump, diventa bersaglio di critiche democratiche per la sua vicinanza al presidente.

Natalie Harp, 35 anni, è diventata una figura centrale nella cerchia di Donald Trump negli ultimi mesi. Conosciuta come «stampante umana» per la sua presenza costante al fianco del presidente, Harp è una collaboratrice chiave alla Casa Bianca. Il suo nome, fino a poco tempo fa poco conosciuto al di fuori della cerchia trumpiana, è ora al centro di un dibattito politico in Washington. I democratici, tra cui il senatore Jon Ossoff, hanno accusato Trump di privilegiare Harp, sostenendo che il presidente vorrebbe viaggiare solo con lei. La situazione ha scatenato reazioni forti da parte dell’amministrazione.
Un ruolo di rilievo nella cerchia di Trump
La sua posizione all’interno del team di Trump è particolarmente stretta. Harp si occupa di procurare ai documenti cartacei che il presidente necessita, seguendolo anche durante le trasferte. La sua presenza non si limita a questo compito: è spesso al fianco di Trump durante i viaggi e i fine settimana a Mar-a-Lago o nel New Jersey. Inoltre, è coinvolta nella preparazione dei post che Trump pubblica sul suo social Truth, spesso caratterizzati da un tono delirante. Il suo livello di vicinanza è emerso anche in occasioni sensibili, come il rientro dalla Turchia dopo il vertice NATO, quando era tra le poche persone che accompagnavano Trump sul volo in condizioni di sicurezza.
Prima di entrare nella cerchia di Trump, Harp ha lavorato come conduttrice per l’emittente televisiva One America News Network, fortemente schierata a destra. È una sostenitrice dichiarata del presidente e non ha mai nascosto la sua ammirazione per lui. Anche affermazioni come «il presidente le avrebbe salvato la vita» sono state espresse pubblicamente. La sua storia si intreccia con una legge simbolo della presidenza Trump: il Right to Try Act, firmato nel 2018. La norma permette ai pazienti con malattie gravi di accedere a trattamenti sperimentali non ancora approvati dalla Food and Drug Administration. Grazie a questa legge, Harp ha avuto la possibilità di accedere a una terapia che, secondo il suo racconto, le ha permesso di curarsi. Da allora, il suo rapporto con Trump è diventato ancora più stretto.
Reazioni e polemiche politiche
La sua vicinanza al presidente ha suscitato reazioni forti, soprattutto da parte dei democratici. Il senatore Jon Ossoff ha attaccato Trump per il suo comportamento alla Casa Bianca e per la gestione della guerra, accusandolo di privilegiare Harp. La battuta di Ossoff ha provocato una dura reazione dell’amministrazione, con il direttore della comunicazione della Casa Bianca, Steven Cheung, che ha difeso Harp sui social, accusando Ossoff di denigrare una persona che «lavora sodo al servizio del Paese». Anche Trump, interrogato da una giornalista della Cnn, ha reagito irritato, insultando la reporter.
La figura di Natalie Harp rappresenta un caso unico nel panorama politico americano: una donna che, grazie a un legame personale con Trump, ha raggiunto un ruolo di rilievo nella sua cerchia. La sua storia, però, è anche un simbolo del dibattito su come si costruisce e si mantiene un rapporto di potere e influenza in un contesto politico altamente polarizzato.
La sua vicinanza al presidente ha suscitato reazioni forti, soprattutto da parte dei democratici.
La sua storia si intreccia con una legge simbolo della presidenza Trump: il Right to Try Act.
