Morta Alice, la bambina rimasta incastrata nel bocchettone della piscina a Sestri Levante
Alice è deceduta all’ospedale Gaslini di Genova dopo essere rimasta intrappolata in un bocchettone in una piscina a Sestri Levante. Il tragico episodio porta a 75 le vittime in piscina negli ultimi cinque anni.

Alice non ce l’ha fatta. La bambina rimasta incastrata nel bocchettone di una piscina a Sestri Levante è deceduta all’ospedale pediatrico Gaslini di Genova, dove era stata trasportata d’urgenza in condizioni critiche. Il drammatico episodio, avvenuto nella struttura natatoria della località ligure, segna un’altra perdita che si aggiunge a un quadro sempre più preoccupante della sicurezza negli impianti natatori italiani.
La piccola Alice è stata risucchiata dal bocchettone di scarico della piscina, rimasta intrappolata in una situazione che i soccorritori hanno affrontato con estrema urgenza. Nonostante il rapido intervento e il trasporto immediato al Gaslini, la bambina non ha superato le gravi conseguenze dell’incidente. Le sue condizioni si erano rivelate critiche fin dal momento dell’arrivo in ospedale, dove i medici hanno tentato di salvarle la vita senza riuscirvi.
Un bilancio pesante nelle piscine italiane
Il tragico accadimento di Sestri Levante si inserisce in un fenomeno che continua a generare allarme tra gli esperti e le famiglie. Secondo quanto riferito da LaPresse, l’episodio porta il numero complessivo delle vittime in piscina a 75 negli ultimi cinque anni. Un dato che restituisce la dimensione di un problema non marginale nel contesto della sicurezza balneare nazionale. Si tratta di un conteggio che comprende annegamenti, incidenti da strutture difettose e situazioni come quella capitata ad Alice, dove l’elemento meccanico della piscina stessa rappresenta il fattore scatenante della tragedia.
I bocchettoni di scarico rappresentano uno dei rischi potenzialmente più gravi negli impianti natatori, soprattutto quando mancano sistemi di protezione adeguati. La legge federale americana in materia, la Virginia Graeme Baker Pool and Spa Safety Act, ha introdotto standard di sicurezza proprio per prevenire i risucchi dovuti a questi elementi. In Italia, sebbene esistano normative relative alla sicurezza delle piscine, gli incidenti di questo tipo continuano a verificarsi, suggerendo possibili lacune nella loro applicazione o nella manutenzione degli impianti.
Sicurezza negli impianti: il nodo irrisolto
La morte di Alice riporta alla luce una questione che rimane centrale nel dibattito sulla sicurezza delle strutture ricreative acquatiche. Gli impianti natatori devono essere dotati di griglie di protezione sui bocchettoni e di sistemi anti-risucchio certificati, normativa che dovrebbe essere verificata periodicamente durante i controlli obbligatori. Tuttavia, la frequenza degli incidenti simili a quello di Sestri Levante suggerisce che non sempre questi standard vengono rispettati o mantenuti adeguatamente nel tempo.
La responsabilità della sicurezza ricade su più livelli: dalle autorità locali che concedono le licenze agli impianti, ai gestori che devono garantire manutenzione e conformità normativa, fino ai genitori che devono essere consapevoli dei rischi. Nel caso specifico di Alice, l’indagine su come l’incidente sia potuto accadere rimane fondamentale non solo per comprendere le dinamiche di quanto successo, ma anche per prevenire che simili tragedie si ripetano.
La comunità di Sestri Levante e il contesto più ampio della Liguria si trovano a dover elaborare l’ennesimo lutto legato al mondo delle piscine. Ogni caso come quello di Alice alimenta la necessità di revisioni più stringenti nella manutenzione e nella certificazione degli impianti acquatici pubblici e privati. Le autorità competenti e i gestori delle strutture ricreative devono considerare questi dati non come statistiche astratte, ma come evidenza concreta della necessità di interventi preventivi più decisi.
