La morra, gioco proibito dal fascismo, torna a divertire i giovani ai Mondiali
La morra, gioco proibito dal fascismo, torna a divertire i giovani ai Mondiali

La morra, gioco antico e proibito dal fascismo, è tornata a essere un’esperienza ludica legittima e divertente, grazie a una legge regionale approvata nel 2024. Il gioco, che si svolge con due giocatori che mostrano contemporaneamente le dita di una mano per dichiarare un numero, è ora libero nel Friuli-Venezia Giulia e nel Trentino-Alto Adige, due territori dove la tradizione è radicata. La morra, che ha visto un revival internazionale, è arrivata ai Mondiali, dove si sono disputate gare tra squadre provenienti da diversi Paesi, con varianti locali. Il presidente del Circolo Friulano della Morra, Riccardo Civaschi, ha spiegato come il gioco, che richiede psicologia e astuzia, sia diventato un simbolo di cultura e tradizione.
Un gioco antico, un passato oscuro
La morra, con le sue origini antiche, ha trovato spazio anche durante la Prima Guerra Mondiale, quando i soldati italiani si divertivano con il gioco in trincea. Tuttavia, il fascismo ha vietato il gioco nel 1929, considerandolo un’attività pericolosa che poteva generare tensioni, soprattutto nei bar dove si giocava con il consumo di vino. Queste situazioni, spesso accompagnate da rissacce e episodi drammatici come gli “omicidi d’osteria”, hanno portato al divieto. Nonostante il divieto, il gioco è rimasto vivo, con tornei organizzati in contesti privati, come le cantine dei soci, per salvaguardare la tradizione.
La morra non è solo un gioco, ma un’esperienza che richiede attenzione, strategia e capacità di osservazione. La fortuna c’entra ben poco, ha spiegato Civaschi, serve psicologia e astuzia per studiare l’avversario e capire i suoi punti deboli. La morra è anche un’attività che ha trovato spazio nella scuola, con corsi organizzati in scuole medie e con l’obiettivo di arrivare anche alle elementari. Uno studio dell’università di Detroit ha evidenziato come il gioco possa aiutare lo sviluppo cognitivo dei giovani e rallentare la demenza senile negli anziani.
La rinascita e l’espansione internazionale
La rinascita della morra ha avuto un momento di svolta nel 2024, quando è stata resa legale nel Friuli-Venezia Giulia e nel Trentino-Alto Adige. Il Circolo Friulano della Morra, fondato nel 1982, ha svolto un ruolo chiave nel mantenere viva la pratica, anche quando era clandestina. Oggi, il presidente Riccardo Civaschi ha portato la morra ai Mondiali, dove si sono disputate gare tra squadre provenienti da diversi Paesi. In Argentina, Spagna, Slovenia e Croazia, il gioco ha varianti locali, ma si basa sempre sullo stesso principio: due giocatori mostrano le dita e si contendono la vittoria. La morra è anche entrata a far parte della Federazione Italiana Sport Tradizionali (F.I.S.T), riconosciuta dal Coni.
La morra, che un tempo era un’obbligazione per chi aveva 4 lire in tasca, oggi è un gioco che unisce generazioni. I giovani, che organizzano 70-80 gare all’anno solo nel Friuli, non si preoccupano più di vincere con mezzi estremi, ma si divertono a giocare. I giovani non rubano mai un punto, ha detto Civaschi, che nel 2006 ha vinto il Mondiale e il premio fair play per aver restituito un punto proprio mentre stava perdendo. La morra, con le sue regole e le sue varianti, è un simbolo di cultura e tradizione, che continua a vivere grazie a chi la pratica e la promuove.
