Il mistero di García Lorca. L’assassinio, il corpo mai trovato dopo 90 anni di depistaggi

Il mistero di García Lorca. L’assassinio, il corpo mai trovato dopo 90 anni di depistaggi

Un poeta spagnolo, un luogo misterioso, un corpo mai trovato
Un poeta spagnolo, un luogo misterioso, un corpo mai trovato

Il mistero di García Lorca. L’assassinio, il corpo mai trovato dopo 90 anni di depistaggi

Il 16 agosto 1936, a Granada, il poeta spagnolo Federico García Lorca fu arrestato e ucciso in seguito a un golpe militare che portò al regime di Franco. Il corpo del poeta, tuttavia, è ancora scomparso, e il luogo della sua morte rimane un mistero. Dopo 90 anni, il caso continua a suscitare dibattiti e ricerche, con nuove teorie e testimonianze che cercano di chiarire la verità. Il film La bola negra, uscito nel 2026, ha riacceso l’interesse per la figura di Lorca, ma il suo destino resta un tabù.

Un assassinio in un contesto di guerra e repressione

Il 17 luglio 1936, il generale Franco avviò un golpe per rovesciare la Seconda Repubblica spagnola, aprendo la Guerra civile. In quel periodo, García Lorca, 38 anni, era un simbolo degli ideali repubblicani e del movimento artistico della Generazione del 27. Il 16 agosto 1936, fu arrestato a Granada, in un contesto di tensioni politiche e repressione. Fu portato a casa Rosales, famiglia dell’amico Luis, falangisti della prima ora, e successivamente fucilato. Il luogo esatto della sua morte rimane incerto, ma alcuni testimonianze e indizi suggeriscono che potrebbe essere avvenuta a Fuente Grande, ad Alfacar, poco dopo Viznar.

Le tracce del corpo e le ricerche di Gibson

Nonostante gli scavi andati a vuoto più volte, l’ispanista Ian Gibson, tornato in libreria con Non mi hanno trovato, insiste che bisogna cercare a Fuente Grande, ad Alfacar, poco dopo Viznar. Il primo a indicare quei luoghi, e un ulivo in particolare, fu Manuel Castilla Blanco, Manolo il comunista, che prima all’ispano-americano Agustín Penón, poi a Gibson, mostrò dove assicurava di aver sepolto Lorca. Altri ulivi furono indicati dai miliziani intervistati da Molina Fajardo, archeologo e falangista, che con Gli ultimi giorni di García Lorca volle far luce sull’infamante vicenda.

Dettaglio intrigante: c’era una stampella, che fa pensare al maestro forse ucciso con Lorca, zoppo. La sorella minore di Lorca, Isabel, scrisse negli anni Novanta: «Mio fratello è sepolto lì», per bloccare il progetto di un campo da calcio proprio tra le fosse comuni. La famiglia, per il resto, su scavi e ricerche dei resti è fredda. Lorca rappresenta tutti quelli che sono scomparsi, dicono, è giusto che stia con loro.

Un simbolo di resistenza e di memoria

La figura di García Lorca è diventata un simbolo di resistenza e di memoria. Il film La bola negra, uscito nel 2026, ha riacceso l’interesse per la sua vita e la sua morte. Il poeta, nato il 5 giugno 1898 a Fuente Vaqueros, fu un maestro della letteratura spagnola, con opere come La casa de Bernarda Alba e Lamento per Ignacio Sánchez Mejías. La sua voce, capace di fermare il tempo, è ancora oggi un’eco della sua lotta per la verità e la libertà. Nonostante i tentativi di depistaggio e la negazione del regime, il mistero di García Lorca rimane aperto. Il corpo del poeta, forse sepolto in un luogo segreto, è ancora un segreto. Ma la sua voce, attraverso le sue parole, continua a parlare. La sua storia, un’altra pagina della storia spagnola, è ancora da scoprire.