Milo Infante critica la “Prova Cenerentola” in diretta: “Mi sembra un po’ troppo”
Milo Infante sottolinea le incongruenze della “Prova Cenerentola” in diretta su Verità Nascoste, mettendo in dubbio la validità delle prove.

Il caso Garlasco ha nuovamente acceso i riflettori su Verità Nascoste, con Milo Infante che ha dedicato gran parte della puntata del 27 ottobre 2026 a una delle mosse più discusse della difesa di Andrea Sempio: la “Prova Cenerentola”. L’obiettivo di questa prova è dimostrare l’incompatibilità tra il piede di Sempio e l’impronta trovata sulla scena del crimine. Tuttavia, il conduttore ha espresso dubbi su come questa mossa sia stata presentata, sottolineando le incongruenze e le potenziali manipolazioni.
La “Prova Cenerentola” e il confronto con OJ Simpson
Infante ha ricordato la somiglianza tra la “Prova Cenerentola” e la famosa “prova del guanto” utilizzata nel processo di OJ Simpson, dove l’imputato riuscì a dimostrare che il guanto non fosse adatto alla sua mano, contribuendo alla sua liberazione. Nella puntata, il conduttore ha sottolineato come la difesa di Sempio stia cercando di ripetere una strategia simile, ma con un risultato potenzialmente diverso. “Sempio è innocente fino a prova contraria, ma io ho 44 e mezzo e sono entrato in una 42 perché tu hai il 44 e non riesci a entrare nella 43?” ha ironizzato Infante, mettendo in dubbio la validità della prova.
Le critiche del legale De Rensis
A commentare la situazione è stato Antonio De Rensis, legale di Alberto Stasi, che ha espresso preoccupazione per l’uso di una prova che non sembra scientificamente supportata. “Non credo gli faranno fare la prova della scarpetta in aula, al massimo ci sarà una perizia”, ha detto De Rensis, sottolineando come la difesa di Sempio stia cercando di creare una sceneggiata per sostenere la sua posizione. L’avvocato Gallo, legale di Massimo Lovati, ha aggiunto: “Quando la Procura non ha elementi scientifici, cosa vuol dire? Che valgono zero!”.
Il consulente della difesa Stasi, Oscar Ghizzoni, ha spiegato che è impossibile prendere un’impronta con precisione, visto che quando si cammina c’è sempre una leggera curvatura. Infante, però, ha sottolineato come la prova non abbia senso, soprattutto considerando che il piede di Sempio entra perfettamente in una scarpa 42. “Mi sembra un po’ troppo, perché questa sceneggiata?” ha commentato il conduttore, mettendo in luce le potenziali manipolazioni.
La puntata ha anche ripercorso le omissioni e i possibili errori commessi durante l’inchiesta originale. Infante ha ricordato come i carabinieri abbiano manomesso il computer di Stasi, eliminando dati importanti e non registrando alcune operazioni. “Devastano oltre il 75% del contenuto, copiano la tesi su una pen drive, aprono immagini, documenti, vedono immagini, lanciano videogiochi”, ha detto Infante, sottolineando come le procedure siano state inadeguate. Il conduttore ha anche menzionato la mancanza di impronte sulla porta della cantinetta, un elemento che rimane senza spiegazione. “L’assassino ha aperto la porta dopo avere colpito Chiara, ma non c’è alcuna sua traccia”, ha osservato Infante, mettendo in dubbio la veridicità delle dichiarazioni.
De Rensis ha concluso la puntata con una previsione: “Prossimi, con buona pace di chi l’ha evocata da un anno quando l’indagine era in corso. Pensi quanti elementi non avremmo conosciuto, eppure qualcuno ci esortava a depositarla. Ci sono indubbiamente elementi di novità, qualcosa farà scalpore”. La puntata di Verità Nascoste ha quindi messo in luce le criticità dell’inchiesta e le potenziali manipolazioni delle prove, lasciando aperte le questioni più importanti del caso Garlasco.
