Matteo Berrettini denuncia minacce di morte da parte di scommettitori dopo vittoria agli Us Open
Matteo Berrettini denuncia minacce di morte da parte di scommettitori dopo vittoria agli Us Open

Matteo Berrettini, tennista italiano in gara agli Us Open 2026, ha denunciato minacce di morte ricevute da scommettitori dopo la sua vittoria al primo turno contro Stan Wawrinka. L’episodio, avvenuto poco dopo la partita, ha messo in luce un tema sempre più preoccupante nel mondo del tennis: il rischio di minacce e pressioni da parte di scommettitori frustrati. Berrettini ha rivelato che i messaggi ricevuti da parte di scommettitori, alcuni dei quali con toni estremi, hanno incluso minacce dirette alla sua famiglia. L’atleta ha spiegato che i messaggi erano rivolti al fratello e avevano un contenuto spaventoso, come “Matteo è scarso, se non gli dici di perdere, uccideremo la tua famiglia”. L’episodio, che ha suscitato preoccupazione, ha portato Berrettini a segnalare la situazione all’Atp e a denunciarla formalmente.
Minacce e preoccupazioni per la sicurezza dei giocatori
Il tennista ha sottolineato come la situazione sia particolarmente grave, soprattutto per i giocatori più giovani e le ragazze, che potrebbero essere esposte a messaggi di minaccia o di pressione. Berrettini ha espresso preoccupazione per il fatto che, nonostante l’età e la maturità dei giocatori, ci siano ancora episodi di questo tipo. “Noi abbiamo trent’anni, siamo adulti, ma penso alle ragazze e ai più giovani che ricevono questo tipo di messaggi, può essere spaventoso”, ha detto. L’atleta ha chiesto l’istituzione di una struttura più forte, un comitato dedicato alla protezione dei giocatori, per gestire meglio il fenomeno delle scommesse e dei rischi connessi.
Il tennista ha anche menzionato un episodio simile avvenuto a Indian Wells, dove una tennista italiana, Lucrezia Stefanini, ha ricevuto messaggi brutti. Berrettini ha sottolineato che, sebbene il gioco d’azzardo possa essere gestito in modo controllato, è necessario creare un ambiente sicuro per tutti i giocatori. “Dovremmo creare una struttura più forte, un comitato per proteggere i giocatori”, ha concluso. L’atleta ha ribadito la sua posizione netta contro il gioco d’azzardo, ma ha anche riconosciuto che, se gestito correttamente, potrebbe essere una parte positiva del circuito.

Un tema complesso tra sport e gioco d’azzardo
Berrettini ha riconosciuto che il gioco d’azzardo fa parte del circuito e che molti soldi arrivano da questa fonte. Tuttavia, ha espresso una posizione chiara contro il rischio di minacce e di comportamenti estremi da parte di scommettitori. “Personalmente non l’ho mai fatto nella mia vita e non credo che lo farò: non mi piacciono i casinò né queste cose”, ha dichiarato. L’atleta ha anche ricordato che, in passato, ha ricevuto messaggi di minaccia e ha vissuto momenti in cui si sentiva disturbato durante le partite. “Io stesso ho vissuto momenti in cui non mi sono sentito particolarmente a mio agio giocando con persone, attorno ai campi, che disturbavano la partita, facendo cose che non ritengo legate al tennis”, ha spiegato.
Il tennista ha anche menzionato un episodio simile avvenuto a Indian Wells, dove una tennista italiana, Lucrezia Stefanini, ha ricevuto messaggi brutti. Berrettini ha sottolineato che, sebbene il gioco d’azzardo possa essere gestito in modo controllato, è necessario creare un ambiente sicuro per tutti i giocatori. “Dovremmo creare una struttura più forte, un comitato per proteggere i giocatori”, ha concluso. L’atleta ha ribadito la sua posizione netta contro il gioco d’azzardo, ma ha anche riconosciuto che, se gestito correttamente, potrebbe essere una parte positiva del circuito.
