Mario Roggero e Massimo Bossetti in carcere a Bollate, la moglie racconta una pizza tra amici

La moglie di Mario Roggero racconta una cena in carcere con Massimo Bossetti, dove hanno mangiato una pizza.

Due detenuti in carcere a Bollate condividono una pizza, la moglie racconta la scena
Due detenuti in carcere a Bollate condividono una pizza, la moglie racconta la scena

Una cena informale in carcere

La moglie di Mario Roggero, il gioielliere condannato a 14 anni e 9 mesi di reclusione, ha raccontato come il marito abbia trascorso la sua prima cena in carcere con Massimo Bossetti, un altro detenuto nel carcere di Bollate, in provincia di Milano. La donna ha rivelato che i due hanno condiviso un momento informale, durante il quale hanno mangiato una pizza. Secondo quanto riferito, la preparazione potrebbe essere stata curata da un compagno di cella di Roggero, un uomo finito dietro le sbarre per narcotraffico che ora si occupa di cucinare per la compagnia di detenuti. La scena, descritta come una pizza tra amici, rappresenta un momento di normalità in un ambiente estremamente limitato.

La pizza è diventata un simbolo di connessione tra detenuti.

Le condizioni di vita in carcere

La donna ha descritto le condizioni di vita all’interno del carcere, spiegando che lo spazio disponibile per ogni detenuto è limitato. La cella, lunga circa tre metri e mezzo e larga poco meno di tre, è occupata in gran parte dalle brande, lasciando solo un corridoio stretto di circa un centinaio di centimetri. All’interno dell’angolo dedicato alla vita quotidiana si trovano gli armadietti, il cucinino, la televisione e altri pochi oggetti. L’aria entra solo attraverso una piccola finestrella con le sbarre, e non c’è aria condizionata, un problema che si fa sentire soprattutto nei mesi estivi. La quotidianità è fatta di regole precise e limiti, che i detenuti devono rispettare. La vita in carcere richiede adattamento e pazienza.

Un privilegio per il lavoro

Nonostante le condizioni di vita, Roggero ha ricevuto un privilegio importante: può utilizzare per qualche ora al giorno un ufficietto vicino alla cella, nel quale può lavorare. Questa attività, però, è soggetta a limiti precisi. Il detenuto non ha contatti con l’esterno, salvo per colloqui di un’ora sei volte al mese e telefonate di dieci minuti previste dal regolamento. La moglie ha sottolineato il peso emotivo di quei pochi minuti, spiegando che il marito le fa quasi tutte a me, ma in dieci minuti non riesce a dire molto. Quando la telefonata cade, la donna si accorge che non è riuscita neanche a salutarlo.

Una buona amicizia tra detenuti

Tra Roggero e Bossetti sembra essere nata una buona amicizia. La moglie ha sottolineato come i due condividano momenti di vita comune, anche se il carcere rappresenta un ambiente estremamente limitante. Nonostante le difficoltà, il marito non considera il carcere un luogo infernale, anzi, ha commentato che “dicono tutti che questa è la migliore galera d’Italia”. La donna ha espresso un senso di fiducia nel fatto che il marito possa trovare un equilibrio tra lavoro e vita in carcere, pur nel rispetto delle regole e dei limiti imposti.