Maiorca in protesta: 70mila in piazza contro il turismo di massa, tensioni e cariche della polizia

Maiorca, 29 luglio 2026 – 70mila residenti scendono in piazza per protestare contro il turismo di massa, con tensioni e cariche della polizia.

Piazza di Palma, Maiorca, 26 luglio 2026 – Molti residenti scendono in piazza per protestare contro il turismo di massa, con tensioni e cariche della polizia
Piazza di Palma, Maiorca, 26 luglio 2026 – Molti residenti scendono in piazza per protestare contro il turismo di massa, con tensioni e cariche della polizia

La protesta di Maiorca: un grido di allarme per il turismo di massa

Il 26 luglio 2026, circa 70mila residenti di Maiorca hanno sceso in piazza a Palma per protestare contro il turismo di massa, che ha messo in discussione la qualità della vita. La manifestazione, organizzata da Menys Turisme, Més Vida, ha visto migliaia di persone marciare per le strade del centro storico, chiedendo limiti al numero di visitatori e una riduzione dell’impatto sociale e ambientale del turismo. La protesta si è conclusa con tensioni e cariche della polizia, che hanno causato diversi feriti, tra cui un fotoreporter colpito alla testa. La protesta ha visto un numero record di partecipanti, con una quota rilevante rispetto alla popolazione residente.

Prezzi alle stelle e quartieri come una mini-Germania

Le tensioni si sono radicate in anni di crescita esponenziale dei prezzi immobiliari e degli affitti, che hanno reso la vita dei residenti sempre più difficile. Secondo l’agenzia immobiliare Gesvalt, il prezzo al metro quadro a Maiorca è circa 3.400 euro, quasi il doppio della media nazionale. Questo fenomeno ha portato a interi quartieri che assomigliano a una mini-Germania, con ristoranti, giornali e servizi pensati per il pubblico tedesco. La Germania Ovest ha scoperto nell’isola una meta ideale per le vacanze di massa negli anni Sessanta, con voli charter economici, hotel a basso costo e un clima mite tutto l’anno.

La speculazione immobiliare ha trasformato Maiorca in un mercato di lusso, a scapito dei residenti. La protesta ha visto la partecipazione di oltre 70mila persone, un numero che rappresenta circa una persona ogni quaranta residenti. Questo dato sottolinea l’ampiezza del malcontento, che si è espresso attraverso una marcia pacifica inizialmente, ma che si è trasformata in scontri con le forze dell’ordine. La Polizia Nazionale ha rifiutato le accuse di sproporzione, affermando che un gruppo di persone estranee alla manifestazione avrebbe aggredito turisti e lanciato oggetti contro gli agenti.

La situazione si è complicata quando la polizia ha impedito l’accesso al luogo previsto per la lettura del manifesto, causando tensioni e cariche. Tra i feriti, un fotoreporter è stato colpito alla testa mentre documentava gli eventi. L’episodio ha suscitato reazioni politiche, con esponenti di Podemos e Més per Mallorca che hanno chiesto le dimissioni del delegato del Governo, accusandolo di un dispositivo di sicurezza “totalmente sproporzionato”.

La protesta di Maiorca non è un episodio isolato, ma parte di un movimento che si sta diffondendo in tutta la Spagna turistica. Dalle Canarie alle Baleari, i residenti chiedono limiti al numero di arrivi, regole più severe sugli affitti brevi e una tutela dei salari e dei servizi pubblici. Le autorità regionali si trovano in una posizione scomoda: il turismo genera una parte enorme del Pil e dell’occupazione, ma il malcontento sociale rischia di trasformarsi in un problema politico difficile da gestire. Le proteste di Palma potrebbero segnare un cambiamento nel modello di accoglienza turistica in Spagna.