Il M5s deve occuparsi di rider e cittadinanza per combattere le disuguaglianze
Il M5s deve occuparsi di rider e cittadinanza per combattere le disuguaglianze e i diritti retrocessi.

La situazione dei rider e la mancanza di diritti
L’indagine milanese ha evidenziato come la presenza di rider senza documenti abbia portato a una situazione di sfruttamento strutturale. Il caso Uber Eats ha mostrato in modo chiaro come le piattaforme di consegna alimentare, attraverso società di intermediazione, abbiano sfruttato migranti provenienti da contesti di guerra, richiedenti asilo e persone in stato di bisogno. Questi lavoratori, pagati sempre 3 euro a consegna indipendentemente da distanza, meteo e orario, hanno visto le mance trattenute e minacce a chi si ribellava. La mancanza di documenti ha reso i rider vulnerabili, privi di tutele e di diritti fondamentali. La legge sui rider non protegge chi non ha diritti di soggiorno.
Il ruolo del M5s e la mancanza di una legge sullo ius soli
Il M5s ha regolato il rapporto di lavoro dei rider fingendo che il soggetto di quel lavoro fosse neutro, ma la realtà è diversa. La composizione reale della forza lavoro, in larga parte non cittadini, spesso richiedenti asilo, ha reso la tutela lavoristica strutturalmente monca. La legge 128/2019, pur voluta dai Cinque Stelle, protegge solo chi è ammesso al mercato normale dalla Bossi-Fini. La mancata eliminazione della Bossi-Fini e la mancata approvazione di una legge di estensione della cittadinanza hanno contribuito a creare un modello di business basato sulla ricattabilità. La mancanza di una legge sullo ius soli ha aggravato la situazione.
La regolarizzazione e la finestra di emersione del 2020
Quando nel 2020 si è aperta la finestra di emersione, il mondo dei rider ne è rimasto fuori. La regolarizzazione copriva solo agricoltura, lavoro domestico e cura, e secondo le stime Inps, due terzi dei lavoratori stranieri con rapporto irregolare restavano fuori dai tre settori individuati. I rider, proprio i lavoratori celebrati come gli eroi delle consegne in lockdown, non hanno potuto emergere né regolarizzarsi. Questo sotto il governo Conte II, non il cattivo Conte I, che aveva introdotto i decreti Sicurezza con Salvini. La mancanza di una politica inclusiva ha escluso i rider dal sistema.
La logica Bossi-Fini e il problema del lavoro “vero”
La logica Bossi-Fini ha reso il lavoro da rider impossibile per chi non ha un lavoro “vero”. La piattaforma è costruita per non darlo, e chi non ha documenti si trova in una situazione di sfruttamento totale. La mancanza di una legge sullo ius soli ha aggravato questa situazione, rendendo i rider una prateria di sfruttamento. La legge sui rider, pur esistente, non è applicabile a chi non ha diritti di soggiorno. Il problema non è il woke, ma i diritti che retrocedono. La politica del lavoro deve includere i rider e i migranti. —
- La mancanza di documenti ha reso i rider vulnerabili e privi di tutele.
- La legge 128/2019 non protegge chi non ha diritti di soggiorno.
- La finestra di emersione del 2020 ha escluso i rider dal sistema.
- La logica Bossi-Fini ha reso il lavoro da rider impossibile per chi non ha un lavoro “vero”.
