Brovedani di Bari, i lavoratori temono l’addio dopo la rimozione delle catene

Lavoratori di Brovedani di Bari temono l’addio dopo la rimozione delle catene e cambio serrature.

Lavoratori di Brovedani di Bari vigilano sugli accessi dopo la rimozione delle catene e cambio serrature
Lavoratori di Brovedani di Bari vigilano sugli accessi dopo la rimozione delle catene e cambio serrature

Il 27 agosto 2026, i 44 dipendenti dell’azienda Brovedani di Bari hanno continuato a temere l’addio dopo la rimozione delle catene che bloccavano l’accesso al sito produttivo. Nonostante l’azienda abbia rimosso le catene, i lavoratori hanno notato che sono state cambiate le serrature e i radiocomandi dei cancelli automatici, senza alcun avviso alle rappresentanze sindacali. Questo ha scatenato tensioni e preoccupazioni tra i dipendenti, che restano in presidio per vigilare sugli accessi all’azienda fino a quando non riceveranno notizie rassicuranti.

Un momento di difficoltà per l’azienda

La sede barese di Brovedani vive un momento di difficoltà, con una mono-committenza da Hitachi e un contesto economico complesso per la filiera automobilistica. Come molte aziende del settore, l’azienda soffre il delicato periodo per le case costruttrici europee. Da due anni i 44 dipendenti convivono con il contratto di solidarietà, e dallo scorso autunno era stata attivata l’unità di crisi della Regione Puglia. Nonostante questo, i lavoratori temono che l’azienda possa chiudere definitivamente. La situazione si è aggravata quando i dipendenti hanno notato movimenti all’interno dell’azienda. Un fabbro stava sostituendo le toppe e alcuni materiali sono stati spostati all’interno di nuove casse, forse utili a futuri prelievi. Questo ha suscitato preoccupazioni per possibili attività di presa o spostamento di beni. Nonostante alcuni rappresentanti dei lavoratori siano riusciti a varcare la soglia e a constatare che l’azienda è rimasta fermo come all’inizio di agosto, la situazione non ha alleviato le preoccupazioni.

La mancanza di comunicazione ha alimentato le tensioni.

Nonostante la rimozione delle catene, i dipendenti non possono accedere all’azienda e continuano a temere l’addio. La riapertura dell’azienda è prevista per il 7 settembre, ma non ci sono notizie certe sui futuri scenari produttivi e occupazionali. Le segreterie baresi di Fim e Fiom dicono che l’ultima nota aziendale parlava di totale assenza di ordini da parte dei clienti. Il dubbio rimane se l’azienda riaprirà o meno, e i lavoratori restano in attesa di notizie che possano rassicurarli.

La situazione in attesa di sviluppi

La situazione rimane in sospeso, con i lavoratori che attendono notizie che possano rassicurarli sul futuro dell’azienda e del loro lavoro. I dipendenti resteranno in presidio e vigileranno sugli accessi all’azienda fino a quando non riceveranno notizie e prospettive rassicuranti. La mancanza di comunicazione da parte dell’azienda ha alimentato le tensioni e ha scatenato le preoccupazioni dei lavoratori. Nonostante la rimozione delle catene, i dipendenti non possono accedere all’azienda e continuano a temere l’addio. La situazione è in attesa di sviluppi, con i lavoratori che restano in presidio per vigilare sugli accessi e garantire la loro sicurezza e futuro.

  • 44 dipendenti convivono con il contratto di solidarietà
  • Unità di crisi attiva da parte della Regione Puglia
  • Non ci sono notizie sui futuri scenari produttivi
  • La riapertura è prevista per il 7 settembre

La situazione rimane in sospeso, con i lavoratori che attendono notizie che possano rassicurarli sul futuro dell’azienda e del loro lavoro.