Lula si ricandida a 80 anni, promette maggiore difesa per il Paese

Lula si ricandida a 80 anni, promette maggiore difesa per il Paese

Lula si presenta alle elezioni a 80 anni, promette maggiore difesa per il Brasile
Lula si presenta alle elezioni a 80 anni, promette maggiore difesa per il Brasile

Luiz Inácio Lula da Silva, 80 anni, si è ricandidato alla presidenza del Brasile, promettendo di investire maggiormente in difesa per proteggere il Paese da eventuali invasioni esterne. L’annuncio è stato reso ufficiale durante la convention nazionale del Partito dei Lavoratori, a San Paolo, dove Lula ha ribadito la sua determinazione a non permettere che “nessuno invadi il Paese e porti via il presidente, come è successo”, facendo riferimento al caso venezuelano. L’annuncio arriva in un contesto di tensioni internazionali e di crescente preoccupazione per la sicurezza nazionale.

Un leader in forma fisica e mentale

Lula ha sottolineato la sua forma fisica, affermando di sentirsi “ancora in forma” e di allenare le gambe e le braccia per rimanere in salute. “Per questo cammino per un’ora”, ha detto, aggiungendo che la sua condizione attuale è “di gran lunga migliore” rispetto al momento in cui è diventato presidente per la prima volta nel 2002. Il leader si è paragonato a iconi del calcio come Lionel Messi e Cristiano Ronaldo, sottolineando che “questo mio Mondiale è il settimo”, riferendosi al numero di volte in cui si è candidato alla presidenza negli ultimi quarant’anni.

La difesa come priorità

Nel suo discorso, Lula ha ribadito l’importanza di investire nella difesa, nonostante le critiche di alcuni attivisti di sinistra che lo hanno visto considerare la difesa una “sciocchezza”. “Voglio essere preparato per la pace, non per la guerra”, ha dichiarato, spiegando che è necessario proteggere il Paese, con i suoi 213 milioni di abitanti, 8,5 milioni di chilometri quadrati di territorio e 8.000 chilometri di costa. L’annuncio arriva in un contesto di instabilità internazionale, con Paesi come Inghilterra, Germania e Giappone che rafforzano le proprie industrie militari.

Lula ha anche criticato la famiglia Bolsonaro, definendola “traditrice della nazione”, e ha sottolineato che il Brasile non accetta “che nessuno si intrometta negli affari altrui”. La famiglia Bolsonaro è alleata di Donald Trump, che ha sostenuto diversi candidati di destra in America Latina. A luglio, gli Stati Uniti hanno imposto due tornate di dazi doganali al Brasile, accusandolo di pratiche commerciali sleali.

Secondo un recente sondaggio dell’istituto Datafolha, il 48% degli intervistati voterebbe per Lula al secondo turno, contro il 43% per Flavio Bolsonaro, figlio maggiore dell’ex presidente Jair Bolsonaro. L’amministrazione di Lula vanta una crescita economica solida e un livello di occupazione record, ma le famiglie si lamentano del costo della vita e il deficit fiscale sta peggiorando. La Costituzione brasiliana permette ai presidenti di ricandidarsi senza limiti di mandati, purché ne saltino almeno uno dopo averne svolti due. Lula, che ha già governato dal 2003 al 2011, ha riconosciuto la preoccupazione di alcuni elettori per il trauma vissuto durante l’ultima dittatura militare (1964-1985), ma ha ribadito la necessità di proteggere il Paese.