L’Italia dimentica i morti nel Mediterraneo mentre Schengen si stringe
L’Italia dimentica i morti nel Mediterraneo mentre Schengen si stringe, dati Oim e dichiarazioni di Piantedosi.

Un dato inquietante sul Mediterraneo centrale
Nonostante le dichiarazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, secondo cui i morti in mare sarebbero diminuiti, la rotta del Mediterraneo centrale rimane la più pericolosa. Secondo il monitoraggio dell’Oim, iniziato nel 2014, le persone scomparse in questo tratto di mare sono 26.731. In base ai dati diffusi mercoledì, tra gennaio e aprile 2026, sono morte o risultate disperse 821 persone, con un aumento del 111 per cento rispetto all’anno precedente. Il vicedirettore generale dell’Oim, Ugochi Daniels, ha sottolineato che le stime ufficiali non tengono conto dei naufragi fantasma, che sono sempre più numerosi.
La gara tra Stati per controllare le frontiere
La gara tra Stati per controllare le frontiere si fa anche sui controlli alle frontiere. Il governo italiano ha derogato a uno dei principi cardine dell’UE, la libera circolazione. Anche se Ceuta è un exclave spagnola, per cui l’accordo di Schengen prevede un regime speciale, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha sfruttato l’ennesima occasione per dare i numeri sull’immigrazione, isolando i dati e non offrendo il contesto. «Dall’inizio dell’anno, gli sbarchi in Italia sono calati del 55 per cento rispetto al 2025», ha detto il ministro. «Nel 2026, in sostanza, sono sbarcate circa 17mila persone, meno di un quarto di quelle giunte a Ceuta in due giorni». Tuttavia, il ministro non ha menzionato che, se gli arrivi sono diminuiti, i decessi sono raddoppiati.
Un sistema che non rispetta i diritti
Mentre il governo italiano spende 50 milioni di euro nel 2025 per rimpatriare cento persone, tra cui alcune condannate per omicidio, stupro e rapine, il sistema non rispetta i diritti e garanzie. La segretaria del Pd Elly Schlein ha chiesto: «Mentre Meloni gioca a copiare Trump e a rincorrere Vannacci, degli italiani chi se ne occupa?». Sono già diversi i tribunali italiani che hanno richiesto procedure ordinarie per i tempi troppo brevi di screening, indagini e decisioni. La farsa del patto europeo sui migranti: si dice che cambi tutto, eppure non risolve nulla.
Un’Europa che tradisce i principi
La decisione di sospendere l’accordo di Schengen non sarà rivista prima del 15 agosto, ha aggiunto il ministro Piantedosi, «dopo che sarà escluso ogni rischio». Si riferisce all’alert dei servizi su una possibile nuova ondata di arrivi a Ceuta, rimbalzata sui social, dopo quella del 30 e 31 luglio, che ha visto entrare nell’exclave oltre 70mila persone. Almeno 4mila sono minori non accompagnati, secondo la denuncia di Save the Children, rimasti fuori dal sistema di protezione. La Spagna, a differenza della Grecia, ha un governo socialista, ma per il capo del Viminale è «un Paese amico». La gara in un’Europa che sta tradendo il principio di solidarietà tra Stati si fa anche sui controlli alle frontiere. Da sabato 8 agosto, 3.115 passeggeri di paesi terzi arrivati in aereo dall’Italia sono stati controllati. Mentre le persone che l’esecutivo ha detto di aver bloccato perché “irregolari” – «abbiamo effettuato tre arresti e respinto, in quanto illegali, 21 cittadini di paesi terzi, di cui sei marocchini» – «non sono state identificate a Ceuta», ha precisato Piantedosi. Dichiarazioni che per le opposizioni confermano l’uso propagandistico della sospensione di Schengen.
