Kelly Doualla, 16 anni, vince bronzo ai Mondiali under 20 nei 100 metri: la prima azzurra nella storia
Kelly Doualla, 16 anni, vince bronzo ai Mondiali under 20 nei 100 metri: la prima azzurra nella storia

Kelly Doualla, 16 anni, ha scritto la storia dell’atletica italiana vincendo il bronzo ai Mondiali under 20 di Eugene, nell’Oregon, nei 100 metri. La giovane atleta, nata a Pavia, ha conquistato la medaglia con un tempo di 11″27, diventando la prima azzurra a salire sul podio mondiale in questa disciplina. Il risultato, ottenuto nella gara regina, ha segnato un momento epico per l’atletica italiana, che non aveva mai visto un atleta italiano raggiungere il podio in una competizione di questo livello. La vittoria di Kelly, che ha superato le aspettative di tutti, ha suscitato grande entusiasmo e orgoglio nel mondo dello sport italiano.
Un nome che ispira
Kelly Doualla, che si ispira alla velocista giamaicana Shelly-Ann Fraser-Pryce, ha scelto il suo nome proprio per ricordare la sua fonte di ispirazione. «Non a caso mi chiamo come lei, Kelly Ann», ha detto la giovane atleta a La Gazzetta dello Sport. Il suo nome, che evoca la velocità e la determinazione, è diventato un simbolo di ambizione e successo. La sua carriera, iniziata fin da piccola, ha visto la sua crescita in modo esponenziale, con record che la pongono tra le migliori del panorama internazionale.
La sua passione per la corsa si è sviluppata in modo naturale, accompagnata da un’attenzione particolare alle sue capacità. Con il tempo, Kelly ha iniziato a gareggiare in competizioni ufficiali, raggiungendo presto risultati eccezionali. «Devo ammettere che prima della gara c’era tanta ansia», ha dichiarato Doualla dopo lo storico risultato. Il mio coach e il mio fisioterapista hanno dovuto sopportare una Kelly ansiosa che non vedevo da tanto.
La strada verso il successo
La carriera di Kelly Doualla ha avuto inizio grazie alla maestra Claudia, che l’ha introdotta all’atletica durante le elementari. «Da giovane aveva fatto atletica: aveva l’occhio. ‘La iscriva al campo’, ha detto a mia mamma. Che ha subito detto sì: non ne poteva più di avermi tra i piedi!», ha raccontato la promessa dell’atletica al Corriere della Sera. La sua passione per la corsa si è sviluppata in modo naturale, accompagnata da un’attenzione particolare alle sue capacità. Dopo gli inizi nella Nuova Atletica Fanfulla Lodigiana, Kelly si è trasferita nel 2024 al CUS Pro Patria Milano, allenandosi a San Donato Milanese con il coach Walter Monti. Sotto la sua guida, la giovane atleta ha continuato a migliorare, affrontando anche gare con atleti di sesso maschile. Questo approccio ha contribuito a farla crescere in modo rapido e significativo, portandola a diventare una delle promesse più interessanti del panorama italiano.
Arrivati sui blocchi, ha deciso di combattere quella Kelly e mandarla via. Ha provato anche a fare paura alla grande favorita, la statunitense Mia Maxwell, che però ha conquistato l’oro in 11″14 davanti alla giamaicana Shanoya Mikalia Douglas con 11″17. Peccato che Kelly compirà 17 anni il prossimo 20 novembre, mentre le prime due sul podio siano di due anni più grandi. Fa strano scriverlo per un Mondiale juniores, ma il futuro è tutto dalla parte dell’azzurra.
Kelly Doualla, pur essendo una atleta di grande talento, è ancora una ragazza in fase di crescita. A soli 16 anni, ha già conquistato un bronzo mondiale, ma il suo percorso non si ferma qui. Dopo la vittoria ai Mondiali, la giovane atleta tornerà a scuola, proseguendo il quarto anno del liceo scientifico con indirizzo sportivo al Pandini di Sant’Angelo. Questo percorso, su misura per i giovani atleti, permetterà a Kelly di continuare a sviluppare le sue capacità, sia in campo sportivo che in ambito accademico. La sua storia è un esempio di come la dedizione, il lavoro e la passione possano portare a risultati straordinari. Kelly Doualla, con la sua determinazione e la sua capacità di superare le sfide, rappresenta un futuro promettente per l’atletica italiana. Il suo successo non è solo un traguardo personale, ma anche un simbolo di speranza e orgoglio per l’intero sport italiano.
