Il kakapo torna a superare i 300 esemplari dopo una stagione riproduttiva record

La popolazione del kakapo, il pappagallo più pesante del mondo, supera i 300 esemplari dopo una stagione riproduttiva da record in Nuova Zelanda.

Un kakapo si muove in un ambiente naturale, con alberi e vegetazione, durante la stagione riproduttiva
Un kakapo si muove in un ambiente naturale, con alberi e vegetazione, durante la stagione riproduttiva

Il kakapo, il pappagallo più pesante del mondo e l’unico al mondo incapace di volare, ha visto la sua popolazione superare per la prima volta in 75 anni la soglia di 300 esemplari. Questo risultato, raggiunto dopo una stagione riproduttiva record, è stato innescato dalla fioritura massiccia dell’albero autoctono rimu, che ha fornito un’abbondanza di bacche necessarie per il ripopolamento. La notizia, diffusa da AGI, segna un passo significativo nel lungo e difficile percorso di recupero della specie, che è considerata in pericolo critico di estinzione.

Un record di pulcini e un futuro più naturale

Novanta pulcini sono stati ufficialmente aggiunti alla popolazione degli uccelli in pericolo critico di estinzione il primo settembre, portando il totale a 325, un massimo storico da quando sono iniziati gli sforzi di recupero. Questo numero rappresenta un record, poiché nei primi anni del programma di salvaguardia ci vollero 16 anni per produrre altrettanti pulcini. Per molti dei piccoli nati quest’anno, la prossima tappa sarà ricevere un nome nell’anniversario della schiusa, tra febbraio e marzo del prossimo anno, ma un piccolo numero di pulcini del 2026 resterà senza nome, segnando il progressivo passaggio verso un futuro più naturale per la specie.

Un’isola libera da predatori e un’attenzione alla gestione

Il successo della stagione riproduttiva ha anche evidenziato l’importanza di creare più habitat liberi da predatori per la specie. Tāne Davis, rappresentante di Te Rūnanga o Ngāi Tahu nel Kākāpō Recovery Group, ha spiegato che il programma ha sperimentato diversi approcci per ridurre la gestione intensiva, come un minor numero di controlli su uova e pulcini grazie al monitoraggio dei dati provenienti dalla tecnologia dei nidi da remoto, e la riduzione dell’alimentazione supplementare. “La nostra attenzione si concentra sempre più nell’individuare dove sia ancora necessario un intervento intensivo e dove si possa tornare a livelli più naturali negli esiti riproduttivi dei kakapo”, ha detto Davis.

La popolazione moderna del kakapo, tuttavia, ha radici profonde. “Tutti i fondatori della popolazione moderna, tranne uno, provenivano da Rakiura, quindi vedere la loro terra ancestrale diventare sicura per un eventuale ritorno resta un’aspirazione fondamentale”, ha aggiunto Davis. L’obiettivo di un’isola di Rakiura libera da predatori rappresenta un traguardo chiave per il futuro della specie. Il kakapo, noto per il suo rimbombo profondo che può propagarsi fino a 5 km, ricorda il suono di una corda di violoncello pizzicata con delicatezza. I maschi si radunano in un “lek” per produrre questo suono, mentre le femmine depongono da una a quattro uova e si occupano dei pulcini per circa sei mesi. La schiusa dei pulcini segna l’inizio di una nuova fase, con la possibilità di un futuro più autonomo per la specie.

La stagione riproduttiva 2026 ha visto anche un aumento del coinvolgimento del pubblico, con più di 100.000 persone che hanno seguito la diretta streaming di una femmina di kakapo mentre dormiva, mangiava e si occupava del nido e dei pulcini. Questo interesse dimostra l’importanza crescente della conservazione e la capacità della specie di attirare l’attenzione globale. Le simulazioni indicano che la prossima stagione riproduttiva potrebbe verificarsi già nel 2028, e il programma si prepara a quel momento con ottimismo e determinazione.