Inflazione a agosto 2026: +3,3% per l’indice generale, sostenuta dai prezzi energetici
Inflazione a agosto 2026 sale al 3,3%, sostenuta dai prezzi energetici e da tensioni internazionali.

L’inflazione a agosto 2026 si conferma in aumento, raggiungendo un tasso del +3,3% su base annua, in linea con le previsioni dell’Istat. L’indice nazionale dei prezzi al consumo (NIC), al lordo dei tabacchi, registra un incremento del +0,5% su base mensile, in un contesto di tensioni internazionali che influenzano i prezzi dei beni energetici. L’aumento dell’inflazione riflette principalmente l’andamento dei prezzi degli energetici, sia non regolamentati che regolamentati, che segnano un balzo del +17,0% rispetto al mese precedente.
Prezzi energetici in aumento, servizi in calo
Secondo le stime preliminari, i prezzi dei beni energetici non regolamentati sono saliti del +16,9%, mentre quelli regolamentati hanno registrato un incremento del +18,8%. Questo aumento, che si traduce in un incremento del +3,2% per i prezzi non regolamentati e del +2,8% per quelli regolamentati, è in linea con le tensioni internazionali che continuano a influenzare i mercati. Al contrario, i prezzi dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona si sono ridotti, passando da un incremento del +3,0% a un +2,6%, mentre quelli relativi ai trasporti sono scesi al +0,9%. La dinamica dei prezzi dei servizi mostra un effetto di contenimento, in parte dovuto a una decelerazione dei costi.
Stabilità del carrello della spesa e inflazione di fondo in calo
Il cosiddetto “carrello della spesa” rimane stabile, con un incremento del +1,0% su base annua, mentre l’inflazione di fondo, calcolata al netto degli energetici e degli alimentari freschi, si riduce lievemente, passando dal +1,6% al +1,5%. Nel settore alimentare, la dinamica dei prezzi continua a essere moderata, con un incremento del +1,1%, che esercita un freno alla crescita dell’indice generale. La moderazione dei prezzi alimentari contribuisce a limitare l’effetto dell’aumento energetico sull’inflazione generale.
La variazione congiunturale dell’indice generale riflette soprattutto l’aumento dei prezzi degli energetici regolamentati e non regolamentati, dei servizi relativi ai trasporti, degli alimentari lavorati e dei beni durevoli. Nel settore dei beni, i prezzi evidenziano un’accelerazione del loro ritmo di crescita, passando dal +3,2% al +4,1%, mentre quelli dei servizi rallentano, passando dal +2,7% al +2,4%. Si amplia il differenziale tra il comparto dei servizi e quello dei beni, che passa da -0,5 a -1,7 punti percentuali.
L’inflazione acquisita per il 2026 è pari a +2,9% per l’indice generale e a +1,9% per la componente di fondo. L’Istat ha anche comunicato che l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) registra un aumento del +0,1% su base mensile, a causa dei saldi estivi non considerati nell’indice NIC, e del +3,2% su base annua. L’aumento dell’inflazione, sostenuto dai prezzi energetici, rappresenta una sfida per il governo, che dovrà valutare nuove misure per contrastare il caro energia e evitare che l’inflazione si estenda ulteriormente.
