Indagato per frode da 30 milioni, Carleo si dimette a un giorno dalla nomina

Indagato per frode da 30 milioni, Carleo si dimette a un giorno dalla nomina

Dirigente lombardo indagato per frode, dimissioni dopo indagini su manipolazioni finanziarie
Dirigente lombardo indagato per frode, dimissioni dopo indagini su manipolazioni finanziarie

Un’altra tegola per Vannacci, a un giorno dalla nomina, ha colpito il dirigente lombardo Luca Carleo, che si è dimesso dall’incarico di responsabile vicario per la Lombardia (con delega su Milano). I pm hanno annunciato che Carleo è coinvolto in una frode da 30 milioni di euro, con accuse di manipolazioni del mercato, false comunicazioni e malversazioni. L’annuncio, reso pubblico da ilFattoQuotidiano.it, ha sconvolto il settore finanziario e ha messo in discussione la gestione del gruppo Ops, a cui Carleo era direttore generale.

Indagini su frode finanziaria e manipolazioni del mercato

Le indagini, condotte dalla Procura della Repubblica guidata da Marcello Viola, hanno portato a sequestri di azioni e quote di quattro società del gruppo Ops, tra cui Ops eCom, Ops Italia e Ops Retail. Le azioni sono state sequestrate per un valore complessivo di oltre 100mila euro, come “profitto del reato di manipolazione del mercato”. L’accusa si basa su una serie di ipotesi di reato, tra cui false comunicazioni sociali, formazione fittizia di capitale e responsabilità amministrativa per reati commessi a vantaggio degli amministratori.

Il duo Di Meglio-Carleo e le intercettazioni

Al centro dell’inchiesta sono finiti l’amministratore delegato del gruppo, Ciro Di Meglio, e il direttore generale, Carleo, insieme ad altri otto indagati. Gli interrogatori preventivi sono dieci, e le accuse si concentrano su condotte illecite finalizzate a sottoscrivere fittizi aumenti di capitale e a drenare liquidità dalle società quotate. Secondo i pm, il “duo” Di Meglio-Carleo avrebbe messo in atto strategie delinquenziali per ottenere profitti personali ai danni degli investitori e del mercato, sfruttando la crisi delle società del gruppo.

Le intercettazioni, tra cui una del marzo 2026, hanno rivelato che Carleo avrebbe parlato di “far confluire” in una “bad company” gli “asset in crisi”, con la frase “A quel punto buttiamo dentro tutto”. Queste dichiarazioni, se confermate, potrebbero rappresentare un elemento cruciale per l’indagine. Inoltre, sono emersi episodi di falsi in bilancio e ostacolo alle funzioni di vigilanza, contestati dal 2025.

Le dimissioni di Carleo, avvenute a un giorno dalla nomina, segnano un ulteriore colpo per il gruppo Ops, già in difficoltà per precedenti scandali. Le società del gruppo, tra cui Ops Retail, possiedono una cinquantina di giornali locali in Lombardia, Piemonte, Liguria e Toscana. L’indagine potrebbe avere ripercussioni significative non solo per il gruppo, ma anche per il settore editoriale e finanziario. Le autorità hanno già avviato approfondimenti della Consob e stanno valutando le prove raccolte. L’indagine, se confermata, potrebbe rappresentare un ulteriore colpo per il gruppo, già in difficoltà a causa di precedenti scandali e condanne. La situazione, tuttavia, rimane in fase di chiarimento, e le prossime mosse dei pm potrebbero definire l’impatto effettivo delle accuse.