Indagati per manipolazione di mercato: Bisignani e vertici di Banca del Fucino sotto inchiesta
Indagati per manipolazione di mercato: Bisignani e vertici di Banca del Fucino sotto inchiesta
La Lazio e il suo presidente Claudio Lotito si trovano al centro di un’inchiesta che coinvolge l’ex faccendiere Luigi Bisignani e i vertici della Banca del Fucino, Mauro Masi e Francesco Maiolino. L’ipotesi di reato è la manipolazione del mercato, con accuse di diffusione di notizie false per influenzare il prezzo delle azioni della società quotata. L’indagine, avviata dalla procura di Roma, ha portato a perquisizioni e ha aperto nuovi scenari su una presunta regia di proteste contro il patron della Lazio.
Manipolazione di mercato e falsa notizia
Secondo i pm, Bisignani, insieme a Masi e Maiolino, avrebbe partecipato a una campagna di proteste su Il Tempo, con l’obiettivo di spingere Lotito a vendere la società. Le accuse riguardano la diffusione di notizie false, come l’ipotetica offerta di acquisto da parte di JP Morgan per 450 milioni di euro, che avrebbe dovuto indebolire la posizione di Lotito sul mercato. Le perquisizioni hanno portato alla luce telefonate e contatti tra i soggetti coinvolti, in corrispondenza con la pubblicazione di articoli falsi.
Le notizie false sono state diffuse attraverso canali social e il quotidiano Il Tempo, con l’intento di alterare il prezzo delle azioni della Lazio.
La Banca del Fucino e la sua posizione
La Banca del Fucino ha precisato in una nota che non ha mai finanziato alcuna iniziativa riconducibile alle vicende oggetto dell’indagine, né ha mai svolto attività di advisory per soggetti interessati alla Lazio. La banca ha espresso fiducia nel presidente Mauro Masi e nell’amministratore delegato Francesco Maiolini, sottolineando che non detiene azioni della società e non ha ricevuto alcun mandato per l’acquisto della società. Le perquisizioni hanno anche portato alla luce l’attività della Fondazione Noi Oltre 365, che si sarebbe occupata della raccolta fondi per organizzare le manifestazioni contro Lotito. La banca ha sottolineato che non ha alcun legame con le iniziative promosse per indebolire la posizione del presidente.
Le pressioni su Lotito e le minacce
Le pressioni su Lotito non si limitano alle accuse di manipolazione del mercato. A dicembre 2025, cinque persone erano state perquisite per minacce nei confronti del presidente. Lotito ha dichiarato di essere stato minacciato di morte e di aver rivolto le proprie segnalazioni alle istituzioni. Le perquisizioni di oggi rappresentano un ulteriore passo nella sua battaglia per difendere la proprietà della società. Le indagini hanno anche portato alla luce un articolo del 12 giugno 2026, pubblicato su Il Tempo, che ha riportato una falsa notizia sulla cessione imminente della Lazio. L’articolo, intitolato “Habemus Papam! Anzi, due…”, è stato ritenuto un elemento chiave per comprendere l’ambito delle pressioni esterne su Lotito.
- Luigi Bisignani, ex faccendiere e ex giornalista, è stato indicato come uno dei principali protagonisti delle campagne di protesta.
- Mauro Masi e Francesco Maiolino, vertici della Banca del Fucino, sono stati indagati per il loro ruolo nella diffusione di notizie false.
- Le perquisizioni hanno portato alla luce telefonate e contatti tra i soggetti coinvolti, in corrispondenza con la pubblicazione di articoli falsi.
Le indagini proseguono e potrebbero portare a ulteriori sviluppi. La Lazio, sotto la guida di Lotito, continua a essere al centro di un dibattito che coinvolge non solo il mercato, ma anche la gestione della società e la sua posizione di controllo. La verità, come sempre, si rivelerà nel corso delle indagini in corso.
