Giorgino chiede patto di non belligeranza digitale tra leader politici su Ai

Francesco Giorgino propone un patto tra leader politici per un uso responsabile dell’intelligenza artificiale, sottolineando il ruolo dell’Ai Act europeo e la necessità di trasparenza.

Francesco Giorgino, giornalista, chiede un impegno esplicito ai leader politici italiani e internazionali: sottoscrivere un patto di ‘non belligeranza digitale’ sull’intelligenza artificiale. La proposta arriva sulle colonne della Gazzetta del Mezzogiorno, in un momento in cui il dibattito sull’Ai tocca anche l’ambito del consenso politico e della trasparenza.

Secondo quanto riferisce adnkronos.com, Giorgino parte da due premesse fondamentali. La prima riguarda la necessità di non bloccare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale: l’Ai rappresenta una leva di crescita economica cruciale e consente all’Italia di allinearsi alle realtà industriali più avanzate. Il giornalista sottolinea che frenare questa tecnologia comporterebbe rischi competitivi significativi sul piano internazionale.

Trasparenza e regolamentazione al centro

L’uso dell’intelligenza artificiale da parte di imprese e istituzioni va incoraggiato, ma con salvaguardie precise. Giorgino chiede regolamentazioni in grado di garantire trasparenza e efficienza tecnologica simultaneamente. In questo contesto, il ruolo dell’Europa risulta decisivo: l’Ai Act rappresenta un assetto normativo lungimirante che diventerà pienamente applicabile nei prossimi giorni, offrendo un quadro di riferimento per il continente.

Il punto più delicato, secondo Giorgino, riguarda l’uso dell’Ai in ambito politico. La questione del consenso emerge come il terreno più sensibile: sia nella versione di consenso abilitante che in quella confermante, ovvero il consenso che autorizza l’uso dei dati e quello che prosegue nel tempo. La proposta di un patto vincolante mira a stabilire regole comuni per evitare un uso disordinato e potenzialmente dannoso della tecnologia nel dibattito pubblico.

Il messaggio di Giorgino combina due esigenze apparentemente divergenti: permettere lo sviluppo tecnologico mantenendo fermi i principi di correttezza democratica e trasparenza. Un equilibrio che l’Ai Act europeo tenta di trovare a livello normativo, ma che richiede anche impegni politici volontari da parte dei vertici dei governi.