Ex Ilva, chiusura dell’area a caldo entro 90 giorni per amianto e polveri

La Corte d’Appello di Milano ordina lo stop dell’area a caldo dello stabilimento ex Ilva di Taranto entro 90 giorni per amianto e emissioni di polveri sottili oltre i limiti.

Stabilimento siderurgico con impianti industriali, area a caldo con emissioni di fumo e polveri
Stabilimento siderurgico con impianti industriali, area a caldo con emissioni di fumo e…

La sezione impresa della Corte d’Appello di Milano ha ordinato la chiusura dell’area a caldo dello stabilimento ex Ilva di Taranto entro 90 giorni. Il decreto, firmato dalla giudice Marianna Galioto, risponde alla necessità di affrontare due criticità ambientali rilevanti: la persistente presenza di amianto negli impianti e le emissioni di polveri sottili che superano i limiti consentiti dalla legge.

I motivi dello stop all’area a caldo

Le ragioni della sospensione sono specificate nel provvedimento della magistratura. La chiusura dovrà rimanere in vigore fino alla rimozione completa dell’amianto negli impianti e fino all’adozione di interventi idonei a riportare le emissioni di polveri sottili entro i parametri di sicurezza stabiliti dalla normativa. Il riferimento normativo riguarda lo scenario produttivo autorizzato, che prevede una capacità di 6 milioni di tonnellate all’anno.

I tempi per l’adeguamento

Le aziende gestori dello stabilimento hanno quindi novanta giorni per conformarsi al decreto della Corte. In questo lasso di tempo, dovranno dimostrare di aver provveduto all’eliminazione dell’amianto ancora presente negli impianti e di aver implementato le soluzioni tecniche e organizzative necessarie a garantire il rispetto dei limiti di emissione. Secondo quanto riferisce agi.it, senza il raggiungimento di questi obiettivi non sarà possibile la ripresa dell’attività.