Enel investe in biodiversità: agrivoltaico, ghiacciai e recupero aree industriali

Enel promuove la biodiversità con progetti come agrivoltaico e studio ghiacciai, coinvolgendo ricerca e comunità locali.

Enel collabora con ricercatori e comunità per proteggere la biodiversità attraverso progetti come agrivoltaico e studio ghiacciai
Enel collabora con ricercatori e comunità per proteggere la biodiversità attraverso progetti come agrivoltaico e studio ghiacciai

Enel si impegna nella tutela della biodiversità in Italia, integrando la protezione degli ecosistemi all’interno delle sue strategie industriali e del percorso di transizione energetica. Dalla sperimentazione dell’agrivoltaico all’analisi degli effetti del cambiamento climatico sui ghiacciai, il gruppo sta sviluppando iniziative che mirano a ridurre l’impatto delle infrastrutture, recuperare aree degradate e conciliare produzione energetica, tutela ambientale e sviluppo economico. L’obiettivo è permettere agli uccelli di utilizzare in sicurezza le strutture presenti sul territorio, riducendo i pericoli e favorendo la riproduzione delle specie.

Progetti innovativi per la tutela della natura

Enel ha lanciato iniziative che coinvolgono impianti, territori, università, centri di ricerca, associazioni e comunità locali. Tra i progetti più avanzati figura INN AgriVoltaico, un programma che studia l’integrazione tra produzione di energia solare, agricoltura, allevamento e tutela della diversità biologica. Gli Agrivoltaic Open Labs, avviati nel 2023, sono cinque laboratori a cielo aperto nei quali vengono testati pannelli fotovoltaici innovativi, sensori di monitoraggio e differenti modelli di convivenza tra impianti energetici e colture ad alto valore.

Collaborazione con centri di ricerca e comunità locali

La collaborazione con centri di ricerca e comunità locali è fondamentale per valutare gli effetti degli interventi. I sensori consentono di raccogliere dati sulle condizioni ambientali e di verificare nel tempo l’efficacia delle diverse soluzioni adottate. Inoltre, Enel collabora con l’Università della Montagna per analizzare le trasformazioni in corso nelle aree proglaciali dell’Adamello, dove il progressivo scioglimento del ghiacciaio sta modificando la composizione dei suoli, la vegetazione e la stabilità dei versanti. Un altro intervento rilevante riguarda l’ex area mineraria di Santa Barbara, in Toscana. Il piano di recupero ambientale ha interessato una superficie di circa 1.600 ettari, con l’obiettivo di ricostruire le condizioni necessarie affinché l’ecosistema potesse tornare a svilupparsi autonomamente. Sono stati piantati 180 ettari di specie autoctone e realizzati corridoi ecologici per collegare gli habitat e favorire il ritorno della fauna selvatica.

Progetti per la protezione delle specie a rischio

Nel bacino del fiume Ticino, Enel partecipa al progetto Idrolife, dedicato alla salvaguardia di specie minacciate come la savetta e il gambero di fiume. L’intervento utilizza incubatori per la riproduzione assistita e prevede il successivo rilascio degli esemplari nei corsi d’acqua. L’obiettivo è rafforzare le popolazioni locali e contribuire al recupero dell’equilibrio degli habitat fluviali. Presso l’impianto di Creva, invece, il progetto riguarda l’anguilla europea, specie migratoria esposta a numerose minacce. Sono stati installati dissuasori luminosi che orientano gli animali lontano dalle turbine, riducendo il rischio di impatto con le infrastrutture. La soluzione punta a mantenere la continuità dei cicli naturali e a rendere più compatibile la produzione idroelettrica con gli spostamenti della fauna ittica.