Due sentenze riscrivono i diritti dei rider in pochi giorni
Due sentenze recenti in Italia modificano i diritti dei rider, con impatti su Glovo e la tutela dei lavoratori.

Due sentenze emesse in pochi giorni da tribunali italiani hanno modificato i diritti dei ciclo-fattorini, noti come rider, in tutta Italia. Tra i 30mila e i 40mila in numero, i rider spesso lavorano in condizioni di sottopagamento e con poche tutele contrattuali. Le sentenze, emesse a Torino e Milano, segnano un passo importante nella tutela dei loro diritti, in attesa che l’Italia recepisca la direttiva europea sul lavoro dei rider. La Procura di Milano ha aperto un procedimento penale a carico della piattaforma Glovo, mentre i tribunali hanno imposto nuove norme di sicurezza e tutele.
La sicurezza sul lavoro e i diritti dei rider
La sentenza di Torino ha imposto alle piattaforme di fornire ai rider calzature ergonomiche, abbigliamento adeguato alle condizioni climatiche e dispositivi di protezione. L’ordinanza ha anche richiesto la messa a disposizione di luoghi di riparo e servizi igienici gratuiti. Questi obblighi sono stati applicati in seguito a un ricorso di un rider che aveva subito un malore per il caldo. La sentenza ha stabilito che i rider devono essere considerati lavoratori subordinati, con diritti garantiti.
La sentenza ha stabilito che i rider devono essere considerati lavoratori subordinati, con diritti garantiti.
Parallelamente, la Procura di Milano ha avviato un procedimento penale a carico della piattaforma Glovo, richiedendo il controllo giudiziario della società. Glovo ha tentato di revocare la misura, argomentando l’introduzione di un compenso minimo e un aumento della paga lorda. Tuttavia, la Procura ha rigettato la proposta, contestando la mancata qualificazione dei rider come lavoratori subordinati e l’opacità dell’algoritmo di assegnazione dei compiti.
La direttiva europea e il futuro dei rider
La direttiva europea 2024/2831 impone agli Stati membri, tra cui l’Italia, di recepire alcuni pilastri per la tutela dei rider. Tra questi, la presunzione legale di subordinazione, che implica che i lavoratori siano considerati dipendenti se la piattaforma controlla almeno due dei cinque indicatori previsti. La gestione trasparente degli algoritmi è un altro aspetto chiave, con l’obbligo per le piattaforme di informare i rider sui criteri usati per assegnare i compiti.
La gestione trasparente degli algoritmi è un aspetto chiave per la tutela dei rider.
Il giuslavorista Marco Giardetti ha spiegato che, in attesa della recepita della direttiva, le sentenze dei tribunali e le battaglie legali dei rider stanno diventando un’apripista per una maggiore tutela. La situazione è particolarmente critica per Glovo, che ha visto un aumento delle pressioni legali e una crescente attenzione da parte delle autorità. Le sentenze e i procedimenti in corso segnano un cambiamento significativo per i rider, con implicazioni legali e sociali. La tutela dei loro diritti sta diventando un tema centrale nel dibattito sul lavoro non convenzionale e sulle piattaforme digitali.
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