Droni ucraini su San Pietroburgo, colpiti i magazzini di Wildberries
Ucraina attacca con droni i magazzini dell’e-commerce russo Wildberries a San Pietroburgo. Russia dichiara di aver abbattuto 571 droni. Zelensky incontrerà Trump il 28 luglio.

Un nuovo attacco con droni ucraini ha colpito San Pietroburgo nella notte, con particolare focus sui magazzini dell’azienda di e-commerce Wildberries, spesso definita l'”Amazon russo” per il suo ruolo nel commercio online della Federazione. Le immagini dell’operazione sono state diffuse sui social network e mostrano una densa colonna di fumo visibile in diverse zone della città. Il governatore Alexander Beglov ha confermato che l’attacco ha interessato infrastrutture civili e che sono in corso le operazioni per gestire le conseguenze dell’evento.
L’offensiva ucraina sui magazzini logistici
Secondo quanto riportano i media locali, i centri logistici di Wildberries sono stati tra i principali obiettivi dell’operazione notturna, in un’intensificazione degli attacchi che hanno colpito la struttura più volte nelle ultime settimane. Kiev ha concentrato gli sforzi sulle infrastrutture che supportano la logistica del commercio elettronico russo. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha sostenuto in passato che alcuni magazzini Wildberries sarebbero utilizzati anche per lo stoccaggio e la spedizione di componenti destinati all’industria militare russa, una tesi che sottende la scelta di questi obiettivi tra le priorità degli attacchi.
Gli assalti hanno interessato in particolare la regione di Leningrado, nei pressi di San Pietroburgo, un’area strategica per le rotte logistiche verso il resto del Paese. L’estensione geografica dell’operazione suggerisce una capacità operativa crescente da parte delle forze armate ucraine nella conduzione di missioni di profondità nel territorio nemico.
La reazione russa e il contesto militare
La Russia ha risposto attraverso l’annuncio ufficiale della difesa, secondo cui nella notte avrebbe abbattuto 571 droni ucraini sopra una quindicina di regioni del Paese e sulla penisola di Crimea. Il numero di veicoli aerei non pilotati intercettati evidenzia l’ampiezza dell’operazione coordinata da Kiev. Questo dato colloca l’attacco tra le operazioni di scala considerevole condotte dall’Ucraina negli ultimi mesi.
L’intensificazione degli attacchi con droni da parte di Kiev ha interessato negli ultimi tempi non solo infrastrutture logistiche, ma anche strutture energetiche e militari russe. La strategia ucraina appare orientata a colpire la capacità produttiva e di movimento delle forniture russe attraverso una molteplicità di obiettivi dispersi geograficamente.

In parallelo, come riferisce adnkronos.com, il presidente ucraino avrà un incontro significativo con il presidente americano Donald Trump il 28 luglio, un appuntamento che potrebbe rivestire importanza per gli sviluppi futuri del conflitto e per il posizionamento internazionale dell’Ucraina.
Gli effetti collaterali sul territorio occupato
Al di là dell’operazione su San Pietroburgo, segnalazioni relative alla Crimea indicano che oltre a Simferopol esplosioni sono state udite anche a Sudak, Evpatoria, Sebastopoli e in altre città della penisola. Questa diffusione di impatti suggerisce che le operazioni aeree ucraine non si limitano a un singolo obiettivo, ma si sviluppano su un perimetro ampio, creando difficoltà nel coordinamento della difesa russa.
Nello stesso periodo, secondo quanto comunicato da Kiev, la Russia ha condotto un attacco su Zaporizhzhia con conseguenze significative sulla popolazione civile: tra i 25 feriti riportati vi sarebbero anche 6 bambini, un dato che ricorda l’impatto umanitario del conflitto su entrambi i fronti.
La prosecuzione di questi scambi offensivi rimarca come il conflitto continui a evolversi con l’impiego di tecnologie non pilotate sempre più sofisticate da parte ucraina e con risposte difensive sempre più estese da parte russa, in un ciclo di escalation che mantiene il territorio dell’Europa orientale in uno stato di tensione militare costante.
