Dimensione subacquea italiana
Presentato al Senato il primo rapporto sulla dimensione subacquea italiana. Unioncamere e Ossermare mappano l’economia e la rilevanza scientifica del settore.

È stato presentato al Senato della Repubblica il primo rapporto complessivo sulla dimensione subacquea italiana, uno studio che traccia i contorni economici, scientifici e industriali di un comparto di nicchia ma con potenziale strategico crescente. Il rapporto nasce da un protocollo sottoscritto a settembre 2025 tra Unioncamere, il Polo nazionale della dimensione subacquea e Astronautica Italiana, con l’obiettivo di colmare un vuoto informativo che da tempo caratterizzava il settore underwater nazionale.
Secondo quanto riferisce adnkronos.com, il presidente di Unioncamere Andrea Prete ha sottolineato l’importanza del lavoro realizzato in tempi rapidi: “Meno di un anno fa abbiamo firmato questo protocollo con la piattaforma nazionale subacquea e abbiamo già un primo report su un settore che è di nicchia ma molto interessante”. Prete ha rimarcato come lo studio fornisca una base conoscitiva essenziale per orientare le politiche e gli investimenti futuri nel comparto.
La carenza di dati che ha spinto lo studio
La realizzazione del rapporto risponde a un’esigenza concreta e da lungo tempo avvertita dagli operatori del settore. Come spiega adnkronos.com, il coordinatore nazionale di Ossermare Antonello Testa ha evidenziato come “l’idea del rapporto nasce dalla mancanza dei dati e dall’esigenza di dare risposta a livello economico, industriale e tecnologico ad un comparto che sta diventando sempre più centrale”. La ricerca intende mappare con precisione le dinamiche economiche, le capacità tecnologiche e gli attori della filiera underwater italiana.
Testa ha inoltre precisato che con questo lavoro si è voluto mantenere l’impegno di “incominciare a ragionare su un osservatorio della Underwater”, strumento che potrebbe consentire il monitoraggio continuativo del settore nel tempo. L’assenza di dati strutturati rappresentava un ostacolo significativo per la programmazione e lo sviluppo strategico di un’area che tocca molteplici ambiti: dalla ricerca scientifica alla sicurezza, dalle risorse naturali all’innovazione tecnologica.
L’importanza strategica della dimensione subacquea
Durante la presentazione, il ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare Nello Musumeci ha sottolineato la rilevanza crescente dello studio in un contesto geopolitico e scientifico mutevole. “Ecco perché la dimensione subacquea acquista sempre più rilevanza sul piano scientifico e sul piano della sicurezza interna e internazionale”, ha dichiarato il ministro secondo adnkronos.com. Il riconoscimento di questa importanza strategica colloca il rapporto nel quadro più ampio delle politiche di governo dedicate al mare e alla protezione civile.
La prospettiva illustrata da Musumeci rimanda a una consapevolezza della centralità della sfera subacquea non solo dal punto di vista economico, ma anche da quello della sovranità e della gestione dei rischi. Il mare rappresenta uno spazio sempre più rilevante per competizioni geopolitiche, ricerca scientifica e sfruttamento sostenibile di risorse, aspetti sui quali il rapporto fornisce ora una base informativa nazionale.
Il presidente Prete ha inoltre sottolineato un concetto fondamentale per il futuro della ricerca marina: “È importante non soltanto capire quanto sia profondo il mare, ma cosa incontreremo nel suo fondale”. Questa osservazione riflette l’orientamento del rapporto verso una comprensione integrata della dimensione subacquea, che supera il mero dato batimetrico e affronta invece la complessità ambientale, biologica, industriale e tecnologica dell’ambiente marino profondo.
La presentazione al Senato rappresenta un momento di consolidamento istituzionale per un settore che, pur caratterizzato da dimensioni ridotte rispetto ad altre filiere economiche, assume un peso specifico crescente nelle strategie nazionali. Il rapporto fornisce ora le fondamenta informative per decisioni politiche, investimenti pubblici e privati, e orientamenti per la ricerca futura nel comparto underwater italiano.
