Davide Iodice lascia Napoli: la denuncia su disabilità e inclusione
Il regista Davide Iodice annuncia la partenza da Napoli in una dichiarazione che denuncia i ritardi strutturali sulla disabilità e l’inclusione sociale in Campania.
Il regista Davide Iodice annuncia la sua partenza da Napoli, scegliendo di denunciare pubblicamente i ritardi strutturali e sociali della Campania attraverso una dichiarazione che tocca il tema della disabilità e dell’inclusione. La scelta di lasciare la città viene motivata con un’affermazione diretta e senza filtri: il desiderio di tornare nel momento in cui suo figlio ipovedente potrà attraversare la strada con le mani in tasca, simbolo di una sicurezza e di un’autonomia non ancora garantite.
Una denuncia sulle barriere strutturali
L’immagine scelta da Iodice per comunicare questa decisione è priva di artifici e costruita per denunciare apertamente i vuoti nelle politiche di inclusione. Non si tratta di una semplice protesta personale, ma di una critica rivolta alle mancanze sistemiche che rendono difficile la vita quotidiana delle persone con disabilità nel territorio campano. La condizione di suo figlio diventa la lente attraverso cui leggere un problema più ampio: quello dell’accessibilità urbana, della sicurezza stradale e dell’integrazione sociale.
La dichiarazione di Iodice evidenzia come l’autonomia di una persona ipovedente nella mobilità urbana rappresenti un indicatore concreto del livello di inclusione di una città. Il dettaglio delle “mani in tasca” non è casuale: rimanda alla possibilità di muoversi senza ansia, senza dover controllare costantemente l’ambiente circostante, senza dipendere da aiuti esterni per un gesto quotidiano ordinario.
La scelta del regista di rendere pubblica questa motivazione trasforma una decisione personale in un messaggio più esteso, rivolto alle istituzioni e alla società civile sulla necessità di interventi concreti nel campo dell’accessibilità e del riconoscimento dei diritti delle persone con disabilità in Campania.
