Cybersecurity Act, il Titolo IV esclude fornitori ad alto rischio dai settori critici

Il Titolo IV del Cybersecurity Act introduce meccanismi per designare e escludere fornitori ad alto rischio dalle infrastrutture critiche europee, con focus su telecomunicazioni.

Il Titolo IV del Cybersecurity Act rappresenta un cambio di rotta nelle politiche di sicurezza dell’Unione Europea: introduce la possibilità di designare fornitori ad alto rischio e impone la loro esclusione dai settori critici, con particolare attenzione alle reti di telecomunicazione. La disposizione combina valutazioni tecniche e analisi del rischio con strumenti di carattere geopolitico, come ha evidenziato Massimiliano Fara, esperto cyber, digitale e telecomunicazioni della Rappresentanza permanente d’Italia presso l’Ue, durante l’evento “Tecnologia, potere, regole: la nuova partita della sovranità europea” organizzato da Adnkronos e Open Gate Italia presso Palazzo dell’Informazione a Roma.

Un atto con implicazioni geopolitiche

Il Titolo IV rappresenta il vero filone politico di questo atto, portando con sé elementi di matrice geopolitica. Attraverso atti di esecuzione, la Commissione europea elencherà i cosiddetti fornitori ad alto rischio, creando un meccanismo di controllo e protezione delle infrastrutture sensibili dell’Unione.

Secondo quanto riferisce Adnkronos, il Cybersecurity Act si colloca all’interno di un quadro regolamentare ampio che mira a innalzare le barriere di sicurezza dell’Ue, mantenendo al contempo lo sviluppo industriale. Stefania Ducci, capo divisione strategia e politiche di cybersicurezza in ambito Ue dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, ha sottolineato come la vera sfida consista nel creare un meccanismo multilivello tra valutazione europea e strumenti normativi nazionali.

I rischi della transizione normativa

L’implementazione della nuova normativa presenta sfide concrete: il rischio di creare distonie nel mercato, dovute alla disponibilità limitata di tecnologie alternative e alla carenza di risorse umane specializzate nella sostituzione degli apparati critici. Preservare la coerenza tra le misure adottate a livello europeo e quelle nazionali, rendendole interoperabili, rimane uno degli obiettivi principali per garantire l’efficacia della strategia di sicurezza complessiva.