Corte di Cassazione annulla rifiuto accesso ai reperti per Bossetti
La Corte di Cassazione annulla la decisione di non concedere l’accesso ai reperti biologici a Massimo Bossetti.

La Corte di Cassazione ha annullato la decisione del Tribunale di Bergamo di non concedere l’accesso ai reperti biologici e agli indumenti a Massimo Bossetti, imputato per l’omicidio di Yara Gambirasio. L’istanza presentata dalla difesa nel novembre 2019, che chiedeva una nuova valutazione, era stata respinta, ma la Corte di Cassazione ha deciso di richiamare la sentenza e di obbligare la Corte d’Assise a fissare un’udienza per permettere l’analisi dei reperti. La decisione arriva dopo anni di dibattito e contestazioni, con la difesa che ha sempre sostenuto la necessità di un’indagine ulteriore.
La difesa chiede accesso ai reperti
La difesa di Massimo Bossetti aveva presentato un’istanza nel novembre 2019, richiedendo l’accesso ai reperti biologici e agli indumenti per una nuova valutazione. L’istanza era stata respinta dal Tribunale di Bergamo, ma la Corte di Cassazione ha annullato questa decisione. La Corte ha stabilito che la Corte d’Assise dovrà fissare un’udienza per permettere l’analisi dei reperti, un passo che potrebbe aprire nuove possibilità per la difesa. La decisione non cambia la condanna definitiva, ma modifica il percorso giudiziario.
La condanna definitiva e la posizione di Bossetti
Massimo Bossetti è stato condannato all’ergastolo per omicidio pluriaggravato il 1º luglio 2016, una sentenza confermata dalla Corte d’Appello il 17 luglio 2017 e definitivamente confermata dalla Corte di Cassazione il 12 ottobre 2018. Nonostante le sentenze, Bossetti ha sempre dichiarato la sua innocenza, un proclama che ha ripetuto anche durante un’intervista su Belve Crime lo scorso mese. La sua posizione non è mutata, ma la decisione della Corte di Cassazione potrebbe aprire nuove porte per una revisione delle prove.
La Corte di Cassazione ha reso chiaro che la Corte d’Assise di Bergamo dovrà fissare un’udienza per permettere l’accesso ai reperti, un passo che potrebbe portare a nuove analisi e a nuove testimonianze. La difesa continuerà a chiedere l’accesso ai materiali, sperando in una revisione delle prove che potrebbe influire sul caso. La decisione non modifica la condanna, ma apre nuove possibilità per una valutazione ulteriore.
La Corte di Cassazione ha reso chiaro che la Corte d’Assise dovrà fissare un’udienza per permettere l’accesso ai reperti.
La vicenda di Yara Gambirasio, che ha scosso l’opinione pubblica italiana, continua a suscitare interesse e dibattito. La Corte di Cassazione ha dimostrato una volontà di rivedere le decisioni precedenti, anche se non ha modificato la condanna definitiva. La difesa di Bossetti continuerà a cercare nuove prove e a sostenere la sua innocenza, mentre il sistema giudiziario si muove per permettere un accesso più completo ai reperti.
- La Corte di Cassazione annulla il rifiuto di accesso ai reperti
- La difesa chiede una nuova valutazione
- La condanna definitiva rimane invariata
