Cinque cani sopravvissuti al «terrazzo della morte» trovano una nuova vita grazie alla Leidaa
Cinque cani sopravvissuti a una tragedia a Sciacca sono stati affidati alla Leidaa, che seguirà l’inchiesta e potrebbe costituirsi parte civile.

Il 19 luglio, a Sciacca in provincia di Agrigento, nove cani – tra cui sei cuccioli – sono stati trovati in condizioni disumane su un terrazzo esposto al sole, con temperature che avevano raggiunto i 43 gradi e senza acqua né riparo. Dopo l’intervento di veterinari e autorità, quattro cuccioli sono morti, mentre cinque sono sopravvissuti. Oggi, i cinque animali sono stati affidati definitivamente alla Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente (Leidaa), che li accoglierà in un ambiente sicuro e protetto.
La tragedia e l’intervento delle autorità
La vicenda ha scosso l’opinione pubblica e ha portato all’attenzione di tutti i media. I cani erano stati abbandonati su un terrazzo al terzo piano di un palazzo, senza cibo, acqua o protezione dal calore estremo. I vicini, spaventati dai latrati disperati della cagna, hanno chiamato la Polizia municipale. Sul posto sono intervenuti anche i veterinari dell’Asp e il personale dell’Ufficio benessere animale e randagismo. Per quattro dei cuccioli non c’era più nulla da fare, mentre due erano ancora in vita, ma in preda alle convulsioni. Il proprietario degli animali è stato denunciato per maltrattamento e uccisione di animali. Secondo le prime dichiarazioni, avrebbe spiegato di essersi allontanato dall’abitazione per circa un’ora, una versione che dovrà essere verificata nell’ambito dell’inchiesta. La Procura di Sciacca ha contestato all’indagato l’uccisione aggravata di animali e ha chiesto gli arresti domiciliari, ma la decisione spetta al giudice per le indagini preliminari.
La legge 82 e l’affidamento definitivo
La svolta nella vicenda è arrivata grazie all’articolo 260-bis del Codice di procedura penale, introdotto dalla legge 82 del 2025 sui reati contro gli animali. Questa norma permette all’autorità giudiziaria di affidare definitivamente gli animali sequestrati alle associazioni riconosciute o ai loro subaffidatari, senza dover attendere la conclusione del procedimento penale. In questo modo, gli animali non restano sospesi in una condizione provvisoria o vincolati alla sorte giudiziaria del proprietario.
La Leidaa ha presentato un’istanza per l’affidamento definitivo, che è stata accolta. I due cuccioli sopravvissuti non saranno separati dalla madre e verranno accuditi dai volontari dell’associazione, mentre gli altri due cani adulti sono stati sistemati in una struttura convenzionata. «Abbiamo posto fine a una vicenda che, altrimenti, si sarebbe trascinata per cinque-sei anni come spesso accade nei processi penali e quei cagnolini sarebbero probabilmente rimasti nella disponibilità del delinquente che ne aveva uccisi quattro», ha dichiarato Michela Vittoria Brambilla, presidente della Leidaa.
Le prossime mosse e la volontà di giustizia
L’associazione ha annunciato che seguirà gli sviluppi dell’inchiesta e che intende costituirsi parte civile nell’eventuale processo. Anche il Comune di Sciacca ha espresso la stessa intenzione. La legge 82 del 2025 prevede che l’uccisione di animali possa essere punita con una pena fino a quattro anni di reclusione e una multa fino a 60mila euro, con aumenti se il fatto riguarda più animali. La vicenda ha suscitato un’ondata di solidarietà, con molti che si sono offerti di prendersi cura dei cani sopravvissuti. Oggi, i cinque animali possono correre e giocare su un prato, lontani dal «terrazzo della morte» e finalmente in una vita piena di affetto e protezione.
