Caro benzina, il presidente Unem: «La colpa è delle troppe stazioni di servizio»

Il presidente Unem Gianni Murano critica il numero eccessivo di stazioni di servizio in Italia e suggerisce tagli per ridurre i costi del carburante.

Un presidente di Unem critica il numero di stazioni di servizio in Italia e suggerisce tagli per ridurre i costi del carburante
Un presidente di Unem critica il numero di stazioni di servizio in Italia e suggerisce tagli per ridurre i costi del carburante

La benzina e il diesel in Italia costano molto di più rispetto ad altri Paesi, e il presidente dell’Unione Energie per la Mobilità (Unem), Gianni Murano, ha indicato come un fattore chiave sia il numero eccessivo di stazioni di servizio. Secondo Murano, il sistema di distribuzione del carburante, con circa 22.000 impianti, contribuisce a un aumento anomalo dei costi. L’Italia, con un territorio vasto e una popolazione di 59 milioni di abitanti, non necessita di un numero così elevato di distributori, afferma il leader dei petrolieri italiani.

Il paragone con Malta e la situazione in Italia

Nel confronto con Malta, dove i costi del carburante sono significativamente inferiori, Murano ha sottolineato come la dimensione ridotta dell’isola permetta di mantenere costi di distribuzione bassi. A sud della Sicilia, dove il petrolio raffinato viene acquistato in Italia e poi immesso nel mercato locale, i prezzi della benzina e del gasolio sono rispettivamente di 1,34 e 1,21 euro al litro. In Italia, invece, il carburante costa molto di più, e Murano ritiene che il numero di stazioni di servizio sia un fattore determinante.

Il presidente Unem ha sottolineato che il numero di stazioni di servizio in Italia è eccessivo e contribuisce a un aumento dei costi di distribuzione. Secondo lui, il sistema di tassazione, la politica energetica e il modello di business italiano contribuiscono al costo elevato del carburante. Tuttavia, un elemento rilevante è il numero eccessivo di stazioni di servizio. «22.000 impianti, dei quali migliaia vendono meno di 300.000 litri l’anno, qualche domanda la pone», ha detto il presidente Unem.

Le ragioni del presidente Unem

Alcuni di questi impianti, spiega Murano, potrebbero sopravvivere grazie a margini di profitto molto elevati, o addirittura a fenomeni di illegalità. La Guardia di finanza ha segnalato l’esistenza di un mercato illecito dei carburanti, incluso il traffico di prodotti provenienti da alcuni Paesi dell’Est. «Sforbiciare» il numero di distributori, sostiene Murano, potrebbe portare a un risparmio di almeno 6 centesimi al litro. L’intervento, se ben gestito, potrebbe ridurre i costi di distribuzione in modo significativo e in tempi brevi.

Un intervento che renda la rete distributiva più moderna ed efficiente potrebbe produrre un miglioramento relativamente immediato. «Sarebbe la soluzione capace di produrre un miglioramento relativamente immediato, senza dover affrontare tempi molto lunghi prima di vederne gli effetti», ha detto Murano al Corriere dell’Umbria. Il dibattito sui costi del carburante è diventato cruciale per milioni di italiani, che si sono trovati a fronteggiare prezzi proibitivi durante le vacanze estive. Il presidente Unem propone un piano d’azione per razionalizzare la rete di distribuzione del carburante. L’obiettivo è creare una rete moderna e efficiente, superando modelli ormai obsoleti. «La mia ambizione è lavorare affinché l’Italia abbia una rete moderna ed efficiente», ha dichiarato Murano. Secondo lui, una semplificazione e una razionalizzazione potrebbero portare a un risparmio nell’ordine di 5-10 centesimi al litro.