Caccia ai vulcanoidi durante l’eclissi solare in Spagna

Un team di astronomi cerca di osservare per la prima volta i vulcanoidi durante l’eclissi solare del 12 agosto in Spagna.

Astronomi in Spagna osservano durante l’eclissi solare in cerca di vulcanoidi
Astronomi in Spagna osservano durante l’eclissi solare in cerca di vulcanoidi

Il 12 agosto 2026, in Spagna, un team di astronomi si prepara a un’impresa ambiziosa: cercare per la prima volta i vulcanoidi, ipotetici asteroidi in orbita tra Mercurio e il Sole. L’evento che li accompagnerà è l’eclissi solare, un fenomeno naturale che offre un’occasione unica per osservare corpi celesti difficili da individuare. Il team, noto come “Vento”, è composto da esperti dell’Inaf e dell’Università di Bologna, con contributi strumentali anche dall’Università di Padova. L’obiettivo è testare una strumentazione specifica, in vista dell’eclissi del 2027, quando la ricerca sarà ancora più complessa.

Strumentazione e sfide della ricerca

Per osservare i vulcanoidi, i ricercatori hanno bisogno di strumenti di grande diametro, in grado di raggiungere una magnitudine di +13, e di corta lunghezza focale per massimizzare il campo di vista. Questo permette di catturare immagini di un’area più ampia, essenziale poiché i vulcanoidi potrebbero trovarsi in posizioni imprevedibili. La strumentazione utilizzata include teleobiettivi da 135 mm di focale e 67 mm di diametro, abbinati a camere Cmos sensibili all’infrarosso vicino, che riducono l’effetto della diffusione della luce blu-violetta nell’atmosfera terrestre. La strumentazione ha una provenienza eterogenea, con contributi da diversi istituti scientifici.

La ricerca dei vulcanoidi è un’impresa difficile, non solo per la loro posizione vicino al Sole, ma anche per le condizioni atmosferiche. L’eclissi spagnola, pur breve, offre un’opportunità unica, sebbene la luce del Sole al tramonto aumenti la massa d’aria che la luce deve attraversare, rendendo la ricerca più complessa. Per questo motivo, l’eclissi del 2027 in Egitto sarà una vera opportunità, con un’ombra lunare più grande e una durata maggiore dell’eclissi.

Un test cruciale per la ricerca futura

L’eclissi del 12 agosto rappresenta un test scientifico cruciale, non solo per la ricerca dei vulcanoidi, ma anche per la preparazione all’eclissi del 2027, quando saranno necessarie due spedizioni gemelle con strumentazione identica per riprendere la stessa zona di cielo a mezz’ora di distanza. Questo approccio permetterà di rilevare con maggiore precisione il moto proprio di eventuali vulcanoidi. Il team ha partecipato al bando “Astrofisica di frontiera 2025” dell’Inaf, sperando di ottenere finanziamenti per proseguire la ricerca. La scoperta di un vulcanoide avrebbe implicazioni significative per la comprensione della formazione del Sistema Solare. I vulcanoidi potrebbero rappresentare un’indicazione della presenza di materiali ad alta temperatura, che si sono aggregati vicino al Sole. La loro esistenza potrebbe anche spiegare la presenza di un nucleo di ferro sproporzionatamente grande su Mercurio. La ricerca, tuttavia, rimane in fase di ipotesi, e non si è ancora trovato un singolo vulcanoide. La strumentazione utilizzata durante l’eclissi del 12 agosto sarà un passo importante per chiarire questa questione.

La ricerca dei vulcanoidi è un’attività in corso, con un’attenzione particolare alle condizioni di osservazione durante le eclissi. Il team “Vento” ha scelto una posizione strategica, sulla linea della totalità, a circa 240 km da Madrid, in un campo eolico che offre un punto elevato e una vista privilegiata. La strumentazione, composta da teleobiettivi e camere Cmos, è stata progettata per massimizzare la sensibilità e il campo di vista, in modo da catturare eventuali segni di vulcanoidi. La missione, pur impegnativa, rappresenta un passo avanti nella ricerca scientifica, con un’attenzione costante alle sfide tecniche e alle condizioni meteorologiche.

Se i vulcanoidi esistessero, la loro scoperta avrebbe implicazioni significative per la comprensione della formazione del Sistema Solare. I vulcanoidi potrebbero rappresentare un’indicazione della presenza di materiali ad alta temperatura, che si sono aggregati vicino al Sole. La loro esistenza potrebbe anche spiegare la presenza di un nucleo di ferro sproporzionatamente grande su Mercurio. La ricerca, tuttavia, rimane in fase di ipotesi, e non si è ancora trovato un singolo vulcanoide. La strumentazione utilizzata durante l’eclissi del 12 agosto sarà un passo importante per chiarire questa questione.