Biagio Passaro, imprenditore in lotta con la giustizia, si iscrive a Futuro nazionale di Vannacci

Biagio Passaro, imprenditore in lotta con la giustizia, si iscrive a Futuro nazionale di Vannacci. Il partito lo definisce incompatibile.

Biagio Passaro, imprenditore, iscrive si a Futuro nazionale di Vannacci, mentre il partito lo definisce incompatibile
Biagio Passaro, imprenditore, iscrive si a Futuro nazionale di Vannacci, mentre il partito lo definisce incompatibile

Biagio Passaro, imprenditore emiliano noto per aver fondato il Movimento IoApro durante il periodo del lockdown e per aver partecipato all’assalto alla sede della Cgil a Roma nel 2021, ha rinnovato la tessera di Futuro nazionale, il partito di Roberto Vannacci. L’iscrizione, però, ha suscitato reazioni forti da parte della Dc, che lo definisce incompatibile con i valori del partito. Passaro, attualmente in processo per l’assalto alla Cgil e con un’inchiesta in corso per il sequestro di beni per un valore di 1,2 milioni di euro, ha espresso sostegno al generale Vannacci, con cui condivide idee e una forte connessione tra le forze dell’ordine.

Un imprenditore in lotta con la giustizia

Passaro, pur essendo un dirigente della Dc, ha deciso di iscriversi a Futuro nazionale, il partito che Vannacci ha fondato dopo la pubblicazione del suo libro e la conseguente sospensione per 12 mesi. L’iscrizione, però, non è passata inosservata. Il segretario organizzativo nazionale della Dc, Gino Monaco, ha espresso preoccupazione, sottolineando che la posizione di Passaro è incompatibile con i valori del partito. “Ha rinnovato la tessera con noi pochi mesi fa”, ha detto Monaco, aggiungendo che la situazione è “stranissima”.

La Dc non accetta l’iscrizione di un ex accusato

La Dc, che ha un ruolo di dirigente in Passaro, ha reagito con forza, definendo la sua iscrizione a Futuro nazionale “incompatibile con noi”. La coordinatrice della segreteria nazionale, Mioara Done, ha espresso disappunto, sottolineando che la sua iscrizione ha creato “grave difficoltà” per il partito. “Non ne sapevamo nulla”, ha detto Done, aggiungendo che Passaro non ha risposto alle sue richieste di contatto. La Dc, che ha confederazioni con il centro e il centrodestra, non ha alcun legame con la destra estrema, a cui Passaro è associato.

Un esercito di militari e forze dell’ordine

Futuro nazionale, il partito di Vannacci, è sostenuto da un esercito di militari, ex parà, generali e forze dell’ordine. Tra i suoi iscritti ci sono anche esponenti delle forze armate, come il generale in pensione Adriano Ruspolini, che ha aperto il comitato più a sud del partito. L’avvocato Giorgio Carta, esperto di diritto militare, è stato nominato responsabile del dipartimento Sicurezza e Rapporti con le forze dell’ordine. Carta, che difende da anni militari e poliziotti, ha sottolineato che il rapporto tra il partito e le forze dell’ordine è reciproco: “A noi interessano le forze dell’ordine, poiché sottoposte a troppe censure e limitazioni, e siamo ricambiati”.

Un partito che cerca di riconoscere i valori delle forze armate

Vannacci, con il suo partito, cerca di riconoscere i valori delle forze armate e delle forze di polizia, promuovendo una serie di proposte di legge in materia di sicurezza. Tra queste, la non punibilità nell’uso della forza o delle armi per carabinieri e poliziotti in servizio, purché rispettino le regole d’ingaggio. Il partito, però, non è immune da critiche e polemiche, soprattutto per il ruolo di alcuni esponenti che hanno passato la loro carriera in servizio pubblico.

Un’iscrizione che suscita dibattito

La scelta di Passaro di iscriversi a Futuro nazionale ha suscitato dibattito, soprattutto all’interno della Dc, che lo definisce incompatibile. La sua posizione, però, non è isolata: molti militari e ex militari, tra cui esponenti delle forze armate e della polizia, hanno scelto di appoggiare Vannacci, condividendo le sue idee e la sua visione del mondo. L’iscrizione di Passaro, quindi, rappresenta un segnale di sostegno a un partito che cerca di riconoscere i valori delle forze dell’ordine, anche se non sempre senza critiche.