Ben Shelton, il nuovo volto dell’America al tennis: “Ora voglio prendermi New York”

Ben Shelton, 23 anni, raggiunge la finale degli Us Open 2026: un record per un afroamericano e una sfida contro Zverev.

Ben Shelton, 23 anni, in finale agli Us Open, con il servizio a 254 km/h, in attesa del match contro Zverev
Ben Shelton, 23 anni, in finale agli Us Open, con il servizio a 254 km/h, in attesa del match contro Zverev

Ben Shelton, 23 anni, ha raggiunto la finale degli Us Open 2026, diventando il primo afroamericano in finale in uno Slam maschile dal 1972, quando Arthur Ashe vinse il torneo a Forest Hills. Cresciuto in Florida e residente a Atlanta, Shelton ha vinto sette titoli e si colloca al quarto posto nel ranking ATP. La sua missione è riportare il titolo Slam negli Stati Uniti da Andy Roddick nel 2003 e sfidare il duopolio europeo tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz. Il match di domani contro Sascha Zverev, attuale n.2 ATP, sarà un momento cruciale per il suo percorso.

Un record per un afroamericano

Shelton, figlio di un carpentiere e di una donna con un background sportivo, ha superato in semifinale il connazionale Frances Tiafoe, cresciuto in Maryland come figlio di immigrati della Sierra Leone. Il match, un derby tra due talenti nati in condizioni diverse, ha visto Shelton vincere con un tennis aggressivo e una difesa solida. Il suo servizio, che ha raggiunto un record di 254 km/h, è diventato un simbolo del suo stile di gioco. «Sono davvero felice per me e il mio team», ha detto Shelton, che ha espresso la sua soddisfazione per il raggiungimento della finale.

Un percorso di crescita e determinazione

Shelton, cresciuto in un ambiente di lavoro e sport, ha dimostrato una maturità eccezionale. Il suo coach, Brian Shelton, e l’unico tennista della sua famiglia, Todd Witsken, hanno contribuito al suo sviluppo. «Il lavoro non è finito», ha aggiunto il giocatore, che si prepara a un match di alto livello. La sua vittoria contro Alcaraz, in cinque set, ha messo in mostra la sua resistenza e la sua capacità di rimanere concentrato. «Voglio godermi questo momento, senza farmi prendere dal nervosismo, ma sto affrontando tutto in maniera molto professionale», ha concluso Shelton.

La finale contro Zverev, attuale n.2 ATP, rappresenta un’altra sfida importante per Shelton. Il tedesco, che ha vinto la finale di Parigi e perso quella di Wimbledon, è in forma eccezionale e ha vinto la semifinale contro Khachanov. «Shelton è hit, come dicono qui», ha commentato un osservatore, sottolineando il potenziale del giocatore. Con il suo servizio e la sua capacità di giocare da ogni parte del campo, Shelton cerca di dimostrare che il tennis nero può essere una forza significativa nel mondo del tennis maschile.

La sua vittoria potrebbe segnare un momento storico per il tennis americano, riconoscendo il contributo dei giocatori afroamericani. «A questo punto mi trovo in un territorio inesplorato, in situazioni nelle quali non ero mai stato prima, ma ho battuto giocatori che non avevo mai battuto», ha detto Shelton. Il suo obiettivo è non solo vincere il titolo, ma anche prendersi New York e la sua gloria. Con il supporto del suo team e la sua determinazione, Shelton si prepara a un match che potrebbe cambiare il corso del tennis mondiale.