Andrea Stroppa e l’incidente mortale: velocità e violazioni al codice in discussione
Andrea Stroppa, braccio destro di Elon Musk, indagato per omicidio stradale dopo incidente mortale a Roma.

Il 32enne Andrea Stroppa, braccio destro di Elon Musk in Italia, è indagato per omicidio stradale dopo aver ucciso un 18enne, Mirco Garofano, il 31 gennaio scorso a Roma. L’incidente, avvenuto in zona Casal Bruciato, ha visto Stroppa correre «oltre il limite di velocità», con la sua Smart che, secondo i dati del dispositivo Unipol Tech, aveva raggiunto 97,9 km/h in una zona dove il limite era di 50 km/h. L’indagine, coordinata dal pm Rita Ceraso, ha rivelato ulteriori elementi che potrebbero aggravare la sua posizione.
Velocità e violazioni al codice in discussione
La perizia cinematica disposta dalla Procura di Roma ha confermato che Stroppa procedeva a 94 km/h al momento dell’impatto, un dato che contraddice le dichiarazioni di un testimone oculare, che aveva riferito di un’andatura «senza particolare rapidità». L’incidente, avvenuto alle 21.43, ha visto Garofano, residente ad Artena, attraversare la strada quando è stato travolto. Per i primi rilievi, il semaforo pedonale era rosso, mentre quello per le auto era verde, un elemento che la Procura dovrà valutare in relazione alla velocità dell’auto e alla posizione esatta del ragazzo al momento dell’urto.
La velocità dell’auto e la posizione del ragazzo sono elementi chiave per la ricostruzione dell’incidente. Stroppa si è fermato subito dopo l’incidente e ha chiamato i soccorsi, dicendo: «Ho investito una persona, è grave». Il testimone oculare aveva raccontato di aver visto Stroppa procedere senza particolare rapidità e di aver evitato il giovane «per miracolo». Tuttavia, il padre di Garofano ha espresso dubbi sulla ricostruzione, sottolineando la prudenza del figlio.
Elementi che potrebbero aggravare la situazione
La Smart di Stroppa non era stata sottoposta all’ultima revisione, scaduta il mese precedente, e montava vetri delle portiere oscurati, in violazione del Codice della strada. Questi fattori, uniti alla velocità, potrebbero influire sulle conclusioni dell’indagine. Restano aperte le ipotesi sul punto esatto in cui Garofano avrebbe attraversato. Secondo alcune ricostruzioni, il diciottenne potrebbe aver superato lo spartitraffico centrale della carreggiata a tre corsie per abbreviare il percorso, oppure sarebbe stato sbalzato dall’urto dopo aver iniziato ad attraversare sulle strisce. Le ipotesi sulla posizione del ragazzo al momento dell’impatto sono ancora in discussione. La Procura dovrà valutare se queste ipotesi siano coerenti con i dati raccolti. Le conclusioni del consulente, consegnate al pm Rita Ceraso, potrebbero influire sulle decisioni future. L’indagine, che ha già rivelato elementi significativi, continuerà a esaminare tutti i dettagli per determinare se Stroppa abbia commesso un reato grave o se l’incidente sia stato il risultato di una serie di fattori complessi.
