Albanese: “Rischiamo l’israelizzazione delle nostre società. Candidarmi? Me l’hanno chiesto, non credo”

Francesca Albanese al Fatto Quotidiano: rischio israelizzazione, ddl antisemitismo e futuro politico.

Francesca Albanese parla di rischio israelizzazione e ddl antisemitismo durante la Festa del Fatto Quotidiano
Francesca Albanese parla di rischio israelizzazione e ddl antisemitismo durante la Festa del Fatto Quotidiano

Francesca Albanese, durante la Festa del Fatto Quotidiano, ha lanciato un allarme sull’evoluzione delle società occidentali, parlando del rischio di un’”israelizzazione” che potrebbe portare a una trasformazione radicale del modello democratico. Sul palco, insieme a Anna Foa, Maddalena Oliva e Riccardo Antoniucci, la giornalista ha sottolineato come Israele stia diventando un simbolo di democrazia che, a suo parere, l’Occidente sta imitando in modo pericoloso. “Israele incarna quel modello di democrazia che stiamo diventando piano piano pure noi”, ha detto, mettendo in luce una convergenza tra il sistema israeliano e le dinamiche politiche e sociali in Europa.

Israele e il rischio di una cultura bellicista

Albanese ha sottolineato come la militarizzazione e la “cultura bellicista” stiano avanzando anche in Europa, in parallelo con la situazione in Cisgiordania e Gaza. “Se non ci emancipiamo dalla cultura bellicista che l’atlantismo continua a seminare in Europa, l’israelizzazione delle nostre società diventerà una realtà dalla quale non ci libereremo più”, ha affermato, invitando a guardare alle responsabilità individuali e collettive prima di quelle di governi e Parlamenti. La relatrice speciale ONU per i Territori palestinesi occupati ha confermato l’incremento di una cultura bellicista, con conseguenze dirette sui diritti umani e sulla pace.

Il ddl antisemitismo è un restringimento dei diritti fondamentali. Albanese ha anche parlato del ddl antisemitismo, definendolo un “restringimento dello spazio deputato all’esercizio delle libertà fondamentali e dei diritti costituzionali”. “Mi fa paura il ddl sull’antisemitismo, mi fa paura che sia un prodotto del Parlamento. Questo è un Paese dove il Parlamento non tocca palla”, ha detto, sottolineando come il provvedimento possa essere incostituzionale. “Se passa io continuerò a parlare così come faccio e non ho paura di ricorrere alle istituzioni per difendere il diritto”, ha aggiunto, mostrando una ferma determinazione nel difendere i diritti fondamentali.

La Palestina e il rischio di un’israelizzazione

Albanese ha anche sottolineato come il rischio di un’israelizzazione non riguardi solo le istituzioni, ma anche la società civile. “Si sente ancora parlare di Israele come unica democrazia del Medioriente. A parte che non è vero. È vero che incarna quel modello di democrazia che stiamo diventando piano piano anche noi”, ha detto, mettendo in luce una convergenza tra il sistema israeliano e le dinamiche politiche in Occidente. La relatrice ONU ha confermato come il modello israeliano stia influenzando anche le istituzioni europee, con conseguenze dirette sui diritti umani.

La Palestina ci ha insegnato la solidarietà. La giornalista ha anche sottolineato come la Palestina abbia sperimentato la solidarietà in modo radicale. “Io penso che la Palestina ci abbia fatto sperimentare la solidarietà. C’è una lezione anche per noi”, ha detto, mettendo in luce come il conflitto abbia portato a una maggiore consapevolezza e impegno civile. La condirettrice del Fatto Quotidiano Maddalena Oliva ha ricordato a questo proposito le piazze per la Flotilla e l’impegno di ragazzi “che hanno messo il loro corpo a rischio per una speranza che già ci dice che siamo un po’ più avanti di quello che pensiamo”.

Al termine dell’intervista, Albanese ha risposto alla domanda su un eventuale impegno politico. “Qualcuno mi ha chiesto di candidarmi? Sì. Hai intenzione di candidarti? Non credo, no”, ha detto, lasciando aperto il futuro ma senza dare indicazioni definitive. Il dibattito sull’israelizzazione e sui diritti umani continua a occupare un ruolo centrale nel dibattito pubblico, con un’attenzione crescente su come le società occidentali stiano evolvendo in direzione di modelli di democrazia che potrebbero portare a conseguenze profonde.