Agenzia per il Mezzogiorno, l’inchiesta sui “dipendenti” del consorzio
Indagine su legami tra l’Agenzia per il Mezzogiorno e figure legate a un consorzio: secondo gli inquirenti, elementi indispensabili all’attività mafiosa.

Un’indagine riguarda presunti legami tra l’Agenzia per il Mezzogiorno e soggetti coinvolti nelle vicende di un consorzio, ritenuti dagli inquirenti elementi cruciali nel supporto a attività mafiose. Secondo quanto emerge dagli atti dell’ufficio competente, i personaggi oggetto della verifica sarebbero da considerarsi veri cooperatori, completamente asserviti a Cosa Nostra nella loro operatività all’interno della struttura amministrativa.
Gli illeciti commessi nel consorzio
L’ufficio investigativo ha accertato una serie di illeciti compiuti dagli interessati alle vicende del consorzio C.E.M.P.E.S. Tali comportamenti non risulterebbero isolati, ma parte di un quadro più ampio di condizionamento mafioso dell’ente e delle sue dinamiche operative.
La ricostruzione degli inquirenti punta a evidenziare come i soggetti coinvolti non avessero autonomia decisionale, bensì operassero secondo direttive dettate dall’organizzazione mafiosa, conferendo loro lo status di veri e propri cooperatori forzati delle strutture criminali.
Il ruolo dell’Agenzia nelle dinamiche riscontrate
L’Agenzia per il Mezzogiorno risulta al centro di questa trama investigativa non per responsabilità diretta degli organi ufficiali, ma per il coinvolgimento di figure interne che, secondo l’indagine, facilitavano il dispiegarsi dell’attività criminale all’interno dei processi amministrativi. Il meccanismo identificato dagli inquirenti rivela come la struttura, pur legittima nel suo assetto formale, potesse divenire vettore di infiltrazioni criminali mediante soggetti compromessi con la criminalità organizzata.
