Abbonamenti streaming in Europa: un europeo su 3 paga, in Italia solo 1 su 5
In Europa un su 3 paga per streaming, in Italia solo 1 su 5. Dati Eurostat su consumo digitale.

Un europeo su 3 ha un abbonamento a piattaforme di streaming, ma in Italia la percentuale si riduce a un su 5. Secondo i dati Eurostat del 2025, il 32,7% degli utenti internet dell’Unione europea ha attivato un abbonamento per film, serie o sport in streaming, mentre il 20,1% degli italiani lo fa. Il divario tra l’Europa e l’Italia è di 12 punti percentuali, con la nazione italiana in posizione di bassa classifica. La media europea si attesta al 32,7%, con Paesi come Irlanda e Danimarca che superano il 60% di utenti abbonati.
Consumo digitale e abbonamenti: dati in crescita
Il consumo di contenuti digitali in Europa è in aumento, con il 71% degli utenti internet che ha consultato quotidiani o riviste digitali nel 2025. Tuttavia, solo il 7,2% ha sottoscritto un abbonamento per informazione, musica o contenuti di intrattenimento. Tra i 16 e i 24 anni, il 62% legge notizie online, ma solo il 4% paga per accedervi, contro circa l’8% delle altre fasce d’età. Il livello di istruzione influisce notevolmente: il 83% degli utenti con titoli di studio più alti si informa online, mentre il 53% di chi ha studiato meno o non possiede un titolo formale.
La percentuale di utenti che paga per informazione è bassa, con solo il 7,2% degli europei che ha un abbonamento. Inoltre, il 23% degli utenti ha un abbonamento per musica, mentre il 7,2% per giornali, riviste e siti di informazione online. Questi dati evidenziano una crescente dipendenza da contenuti digitali, ma anche una scarsa propensione a pagare per l’informazione.
Le differenze tra Paesi europei
Le percentuali di abbonamento variano notevolmente tra i Paesi europei. In Irlanda, il 63,9% degli utenti internet paga per contenuti di intrattenimento online, seguita dalla Danimarca con il 61,1% e dai Paesi Bassi con il 59,2%. Al contrario, la Bulgaria si colloca all’ultimo posto con il 9,3%. Tra i due estremi ci sono più di 54 punti percentuali di differenza. La Svezia guida il Nord Europa con il 52% di utenti che paga per musica, seguita dall’Irlanda al 51%. Paesi Bassi e Danimarca si collocano poco sotto, rispettivamente al 50% e al 49%. In Bulgaria, invece, la percentuale si riduce al 7%. L’indagine riguarda le persone tra i 16 e i 74 anni che hanno utilizzato internet nei tre mesi precedenti alla rilevazione. Le categorie possono sovrapporsi, poiché la stessa persona può pagare contemporaneamente più servizi.
La situazione in Italia appare particolarmente distante dalla media europea. Il 20,1% degli utenti ha un abbonamento attivo, un dato che colloca il Paese tra i più bassi in Europa. La scarsa propensione a pagare per contenuti digitali sembra essere influenzata da fattori economici, culturali e di accesso alle tecnologie, con un divario che persiste tra le diverse fasce d’età e livelli di istruzione.
